lunedì 5 giugno 2017

Dieta low carb: le 3 fasi

Il piano in 3 fasi, spiegato di seguito, permette di:

  • Sconfiggere l’appetito.

  • Perdere peso velocemente, senza avere fame.

  • Migliorare, allo stesso tempo, la salute.

PRIMO PASSO: ELIMINARE ZUCCHERO E AMIDO

La cosa più importante è eliminare lo zucchero e l’amido (carboidrati) dalla dieta.

Questi cibi, su tutti, stimolano la secrezione di insulina, che è il principale ormone responsabile del deposito di grasso nel corpo.

Quando l’insulina scende, per il grasso è più facile uscire dal 'deposito', e il corpo inizia a bruciare quest’ultimo invece dei carboidrati.

L’abbassamento del livello di insulina ha un altro beneficio: i reni eliminano l’eccesso di sodio e di acqua dal corpo, riducendo il gonfiore e il peso dell'acqua in eccesso.

Nella prima settimana di dieta, è normale perdere fino a 4 chilogrammi (qualche volta di più) sia di grasso corporeo che di acqua.

Questo è un grafico fornito da uno studio che ha paragonato la dieta a basso contenuto di carboidrati con quella a basso contenuto di grassi nelle donne in sovrappeso e obese.

Il gruppo a basso contenuto di carboidrati mangia fino alla sazietà, mentre quello a basso contenuto di grasso è affamato e ristretto in calorie.

Eliminando i carboidrati, diminuisce l’insulina e inizierai ad ingerire, in automatico, meno calorie senza aver fame.

Diminuire l’insulina inserisce, semplicemente, il 'pilota automatico' della perdita di grasso.

In conclusione: l’eliminazione dello zucchero e del’amido (carboidrati) dalla dieta diminuirà i livelli di insulina, sconfiggerà l’appetito e farà perdere peso senza far sentire affamati.

SECONDO PASSO: MANGIARE PROTEINE, GRASSI E VERDURA

Ogni pasto dovrebbe includere proteine, grassi e verdure con bassi carboidrati. Preparare le porzioni in questo modo porterà in automatico l’assunzione di carboidrati nel livello raccomandato di 20-50 grammi al giorno.

(Shutterstock)

Ognuno dei vostri pasti dovrebbe includere una fonte di proteine, una fonte di grassi e di verdure basso contenuto di carboidrati. 

Fonti di proteine:

  • Carne – manzo, pollo, maiale, agnello, pancetta, ecc.

  • Pesce e frutti di mare – salmone, trota, gamberi, aragoste, ecc.

  • Uova – le migliori sono quelle di pascolo o arricchite di omega 3

Non c'è rischio di sopravvalutare l'utilità del consumare proteine: è stato dimostrato che incrementano il metabolismo da 80 a 100 calorie giornaliere.

Le diete ricche in proteine possono anche ridurre i pensieri ossessivi sul cibo del 60 per cento: dimezzano il desiderio di spuntini notturni e si sarà così sazi da mangiare in automatico 441 calorie in meno al giorno… solo aggiungendo le proteine alla dieta.

Quando si tratta di perdere peso, senza dubbio, la proteina è il re dei nutrienti.

Verdure con un basso contenuto di carboidrati:

  • Broccoli

  • Cavolfiori

  • Spinaci

  • Cavoli ricci

  • Cavoletti di Bruxelles

  • Cavoli

  • Bietola

  • Lattuga

  • Cetrioli

  • Sedano

Non temere di riempire il piatto con queste verdure a basso contenuto di carboidrati. Puoi mangiarne a volontà senza superare la quantità stabilita di 20-50 grammi di carboidrati al giorno.

Una dieta a base di carne e verdura contiene tutte le fibre, le vitamine e i minerali di cui si ha bisogno per la propria salute. Non esiste alcuna necessità fisiologica di includere i cereali nella dieta.

(Shutterstock)

Assumi i grassi tranquillamente. 

Fonti di grasso:

  • Olio di cocco

  • Burro

  • Olio di oliva

  • Strutto

  • Sego

Mangia 2-3 pasti al giorno. Se hai fame nel pomeriggio, aggiungi un quarto pasto.

Assumi i grassi con tranquillità; tentare una dieta che abbia sia pochi carboidrati che pochi grassi porta al fallimento. Ti rende triste e ti induce ad abbandonare il programma.

La migliore fonte di grasso da utilizzare in cucina è l’olio di cocco. È ricco di grassi chiamati acidi grassi a catena media. Questi sono più soddisfacenti rispetto ad altri e possono accelerare leggermente il metabolismo.

Non bisogna aver paura di questi grassi naturali: alcuni studi dimostrano che i grassi saturi non aumentano affatto i problemi cardiaci.

In conclusione: si consiglia di preparare ogni piatto unendo fonti di proteine, di grasso e di verdura con pochi carboidrati. Questo ti farà raggiungere il livello di 20-50 grammi di carboidrati e diminuirà drasticamente i livelli di insulina.

TERZO PASSO: ALLENATI 3-4 VOLTE A SETTIMANA

(Shutterstock)

fare esercizio per perdere peso 

Si può fare a meno dell'attività fisica per perdere peso, con questo programma; tuttavia è comunque consigliata.

La cosa migliore è andare in palestra 3-4 volte a settimana: fai riscaldamento, pesi e poi stretching. Se non sei mai andato in palestra, chiedi consiglio a un personal trainer.

Facendo pesi brucerai poche calorie e eviterai il rallentamento del metabolismo, di solito una conseguenza della perdita di peso.

Studi sulle diete a basso contenuto di carboidrati mostrano che puoi persino mettere su un po’ di muscoli mentre perdi una significativa quantità di grasso corporeo.

Se il sollevamento dei pesi ti è sgradito, puoi fare esercizi cardiovascolari come ad esempio corsa, jogging, nuoto o camminata.

In conclusione: è preferibile fare qualche tipo di allenamento di resistenza come sollevamento pesi. In alternativa è consigliato anche l’allenamento cardiovascolare.

FACOLTATIVO – FAI UN 'RIFORNIMENTO DI CARBOIDRATI UNA VOLTA A SETTIMANA

(Shutterstock)

Sappiatelo: questi pasti elaborati o quelli con molti carboidrati NON sono necessari, ma possono regolare alcuni ormoni brucia grassi come leptina e gli ormoni tiroidei.

Puoi prenderti un giorno a settimana nel quale mangiare carboidrati. Molte persone preferiscono il sabato.

È importante provare a scegliere i carboidrati più sani come la farina d’avena, il riso, la quinoa, la patate, la patate dolci, la frutta, ecc.

Ma solo questa giornata può essere ricca di carboidrati, se inizi a fare così più volte a settimana non avrai molto successo con questo programma. Se devi mangiare pasti liberi e cibi poco sani, fallo in questo giorno.

Sappilo: i pasti liberi o il carico di carboidrati NON è necessario, ma può regolare alcuni ormoni brucia-grassi come la leptina e gli ormoni della tiroide.

Aumenterai di peso durante il tuo giorno di rifornimento, ma per la maggior parte è acqua e lo perderai entro i due giorni successivi.

In conclusione: scegliere un giorno a settimana in cui mangiare carboidrati è tranquillamente accettabile, ma solo facoltativo.

(Shutterstock)

L'obiettivo principale è quello di mantenere i carboidrati sotto 20-50 grammi al giorno e ottenere il resto delle calorie da proteine e grassi.

COSA DIRE SUL CONTROLLO DELLE CALORIE E DELLE QUANTITÀ?

Inutile contare le calorie, finche mantieni bassa l’assunzione di carboidrati e opti per proteine, grassi e verdure povere di amidi.

Tuttavia, se lo vuoi veramente fare, usa un calcolatore.

Puoi utilizzare diversi contatori di calorie per calcolare la quantità di calorie assunte. Io preferisco il MyFitnessPal: gratis e facile da usare.

L’obbiettivo principale? assumere 20-50 grammi di carboidrati al giorno e prendere il resto delle calorie da proteine e grassi.

In conclusione: inutile contare le calorie per perdere peso con questo piano. È molto più importante mantenere strettamente l'assunzione giornaliera di carboidrati tra i 20-50 grammi.

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mercoledì 31 maggio 2017

Non dormi abbastanza? Queste le 6 conseguenze sul corpo

Non dormi abbastanza? Queste le 6 conseguenze sul corpo


Ti alzi che sei già stanco? Forse non dormi abbastanza. Ma la stanchezza non è l’unico effetto di mancanza di sonno.

1. Dove sono le chiavi di casa?

Ti dimentichi dove metti le cose? Non trovi gli occhiali e magari ce li hai in testa? Dimenticarsi spesso le cose e non essere concentrati è segno di mancanza di sonno.

2. Caffè grazie

Bevi tantissimi caffè ma nonostante questo ti senti fiacco durante il giorno. Sembrerà strano ma a volte troppi caffè fanno l’effetto contrario. Forse si potrebbe provare a diminuire la dose.  

A cup of coffee

3. Stai morendo di fame (e non hai voglia di insalata…)

Patatine, pizza, cioccolato, se hai sempre fame di qualcosa di poco sano, potrebbe dipendere altrettanto da mancanza di sonno. Il corpo infatti produce più grelina, l’ormone della fame. A lungo andare questo potrebbe portare ad aumento di peso. 

4. Il raffreddore è sempre dietro l’angolo

Dormire bene e a sufficienza rafforza il sistema immunitario e permette al corpo di recuperare le forze. Per contro, dormire poco ci rende più deboli e gli anticorpi non rispondono bene a virus e batteri. Allora riposare è la cura migliore se ci si ammala facilmente.

Man is blowing his nose

5. Ce l’hai con tutti

Se sei arrabbiato con tutti, potrebbe essere perché hai dormito poco? La Harvard Medical School ha pubblicato un articolo sul sonno e la salute mentale. Se dormi poco e sei spesso di malumore dovresti provare a meditare per qualche minuto ogni giorno: migliora l’umore e diminuisce lo  stress. 

6. La libido è sparita

La Mayo Foundation for Medical Education and Research ha esaminato la libido nelle donne e ha scoperto che avere poco interesse verso il sesso o addirittura nessuno stimolo può essere dovuto alla mancanza di sonno.

Anche tu hai uno di questi segnali? Allora corri al riparo e cerca di dormire di più. Aiutati con i cibi e le bevande giuste.

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martedì 30 maggio 2017

Paleo torta con mandorle e cioccolato extra fondente

Paleo torta con mandorle e cioccolato extra fondente





INGREDIENTI X 15 porzioni 
  • 300 gr di farina di mandorle 
  • 4 uova
  • 100 gr di cioccolato extrafondente dall'85%
  • 70 gr di arachidi o mais
  • 70 gr di miele 
  • 2 cucchiaini di bicarbonato
 
PROCEDIMENTO

Separate albumi da tuorli e montate gli albumi a neve ferma.

A parte amalgamate i tuorli con l'olio, miele e cioccolato (tutto sciolto precedentemente; il cioccolato a bagnomaria).
Alla farina di mandorle unite prima il bicarbonato, poi i tuorli (con l'olio/miele/ciocco) e amalgamate; infine gli albumi dal basso verso l'alto per non farli smontare.

Per la teglia (visto che non si può usare burro e farina per evitare che si attacchi tutto) usate della carta forno inumidita e strizzata bene.

Tutto in forno, 30min circa a 180° (per la cottura: prova stecchino!!!)

Una volta che la torta si è raffreddata per bene, la rivoltate nel vassoio e potete già magiarla

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Epicondilite o gomito del tennista

Epicondilite

L’epicondilite è un dolore localizzato all’epicondilo, che rende dolorosi o quando è molto grave, anche impossibili alcuni movimenti semplici come ruotare la maniglia della porta, oppure versare da bere.

epicondiliteL’epicondilo è un distretto anatomico che di trova all’altezza dell’articolazione del gomito: è facilmente individuabile portando il braccio a 90 gradi, piegando il gomito e ruotando la mano ponendo il palmo verso il basso. L’area sopra il gomito, appunto è quella interessata dall’epicondilite, ovvero l’infiammazione dei muscoli che si inseriscono sull’epicondilo.

Spesso erroneamente, viene chiamata anche Gomito del tennista, in quanto il tennis è uno di quegli sport che spesso genera  infiammazioni all’epicondilo. Va ricordato che anche altri soggetti, possono esserne colpiti, come muratori e manovali, o chiunque esegua ripetutamente dei movimenti di flessione del braccio e rotazione del polso.

Quali sono le cause dell’epicondilite?

Generalmente vanno ricercate in uno scorretto uso dell’articolazione che messa in sovraccarico, tende ad infiammarsi nella componente epicondilare, ma non va assolutamente sottovalutata, la compresenza di patologie  a carico del rachide cervicale (c5-c6-c7), e proprio la compresenza di Cervicalgia, deve destare sospetto e attenzione nel trattamento per evitare il fallimento, per incompletezza di trattamento alla fonte del problema.

Come si Capisce che siamo affetti da una Epicondilite?

Il dolore specifico alla palpazione dell’epicondilo rappresenta il segno che caratterizza l’affezione. Viene eseguito sul gomito piegato a 90 gradi, e si palpa così il tendine comune epicondileo, l’interlinea omero-radiale, il bordo esterno della testa radiale e la zona in cui emerge il nervo radiale. Alla palpazione quasi sempre si apprezzano un paio di cordoni mialgici nel muscolo corto supinatore e nei muscoli radiali.

Altro segno quasi certo è il dolore provocato nei muscoli epicondilari, quando si chiede una estensione contrastata del polso a dita flesse e l’estensione contrastata delle dita, sopratutto del medio.

Come si cura una epicondilite?

Generalmente questa patologia, è molto ostica, e il trattamento orale mediante antinfiammatori come Fans, non basta ( Al primo dolore, si può assumere un antinfiammatorio, ma non è consigliato l’uso per oltre i 5 giorni, e sempre sotto controllo medico).

Se persiste la sintomatologia dolorosa, va presa in esame il trattamento di fisioterapia per l’epicondilite, il prima possibile, per evitare fenomeni di cronicità, che possono allungare di molto la guarigione.

Per prima cosa, va assolutamente allontanata la causa del dolore (racchetta da tennis, lavoro manuale intenso..ecc ecc) fino al completo superamento del dolore. Evitare Prove varie per testare il livello di infiammazione, in quanto avrebbero solamente come effetto il riacutizzarsi della sintomatologia.

Come secondo rimedio, è consigliata la crioterapia: Borsa del ghiaccio classica, con cubetti, da mettere sulla zona dolorosa per almeno 15 minuti, 3 volte al giorno (non tenete sulla zona per oltre il tempo consigliato, pena ustioni da freddo).

Si può provare a trattare la zona con impacchi serali di crema antinfiammatoria (Voltaren, dicloreum, ecc ecc o creme naturali come arnica). Si mette una quantità di crema senza massaggiarla, e ricoprendo la zona con pellicola trasparente per cibi, e si lascia tutta la notte. Il calore e la non traspirazione aumentano la porosità della pelle, che permette una penetrazione maggiore del farmaco. Non protrarre questa pratica per più di 1 settimana, e interrompere immediatamente in presenza di arrossamenti, o screpolature della pelle.

Durante la giornata, è possibile provare a migliorare il “Sovraccarico” dell’epicondilo, mediante l’uso di un piccolo tutore, che va posizionato subito al di sotto della zona dolente, proprio nell’area molle al tatto. Tale tutore può essere usato anche durante gli allenamenti nel tennis, o durante le sessioni in moto. Abbiamo provato molti Tutori, ma questo proposto è sicuramente il migliore.

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lunedì 29 maggio 2017

I grassi non sono nostri nemici

 grassi non sono nostri nemici. Anzi, possono salvarci la vita.


Infatti, la ricerca suggerisce che mangiare grassi saturi sani favorisce la perdita di peso.

Quando si mangiano grassi sani in un pasto (ad esempio olio di cocco, burro biologico, ghi o burro di capra biologico), questo rallenta l’assorbimento del cibo e si resiste più a lungo senza provare fame.

I grassi danno molta soddisfazione, soprattutto se abbinati a una dieta con pochi carboidrati. E’ difficile mangiare troppo se si segue una dieta a basso contenuto di carboidrati e ad alto contenuto di grassi e proteine.

Inoltre, mangiando molti grassi e pochi carboidrati, il corpo è costretto a bruciare i grassi per produrre energia. Se invece mangi molti grassi assiemea grandi quantità di carboidrati, il corpo brucia i carboidrati (e i grassi si accumulano).

Ecco altri benefici dei cibi naturali ricchi di grassi:

· Proteggono la salute dei tessuti e degli organi interni e li mantengono al loro posto tonici ed elastici (cioè evitano che cedano, creando prolasso o per esempio emorroidi, problema tipico di molti vegetariani non in salute e troppo salutisti)

· Servono per una corretta assimilazione delle vitamine liposolubili: A, D, E e K

Sfortunatamente, molte persone continuano a temere (e spesso a evitare come la peste) qualunque tipo di grasso, anche quelli fondamentali per la salute…

I diversi tipi di grassi

I grassi si dividono in 3 grandi categorie, a seconda del numero di legami di carbonio che contengono. Gli acidi grassi polinsaturi contengono svariati doppi legami di carbonio, gli acidi grassi monoinsaturi hanno un solo doppio legame, quelli saturi non ne hanno affatto.

Gli acidi grassi polinsaturi Omega 3 e Omega 6 sono detti “essenziali” perché, a differenza delle altre due categorie di grassi, non possono essere ricavati a partire dal glucosio. Devono perciò essere necessariamente introdotti con la dieta.

Gli acidi grassi Omega 3 si possono introdurre mangiando vegetali a foglia verde e alghe, gli acidi grassi Omega 6 si possono introdurre mangiando i semi. Dato che i semi rendono molto più olio rispetto alle foglie e si possono coltivare spendendo meno, i produttori di cibo per la grande distribuzione preferiscono produrre oli di semi come olio di semi di soia, di mais, di arachidi, e così via…

Dal momento che la nostra dieta è sempre più orientata verso il consumo di prodotti industriali, abbiamo di conseguenza più che triplicato l’apporto di Omega 6 nel corso degli anni.

I grassi che possono nuocere alla salute

Oli di semi raffinati e margarine

Sempre più persone sostituiscono i grassi di origine animale come il burro con oli di semi raffinati e margarine.

La dietetica tradizionale li identifica come prodotti light e salutari, ma la realtà è un’altra: il consumo di margarine e grassi vegetali idrogenati è molto rischioso!

Infatti questi grassi:

  • provocano pressione alta
  • innalzano i livelli di colesterolo
  • aumentano i rischi di infarto, tumore e altre malattie degenerative

Per questo motivo vanno assolutamente eliminati dalla nostra dieta.

Acidi grassi Omega 3 e Omega 6 in eccesso

Gli acidi grassi Omega 3 e Omega 6 (contenuti soprattutto negli oli di semi) se consumati in eccesso possono essere dannosi. Il loro problema principale sono i doppi legami di carbonio, che facilmente reagiscono con l’ossigeno.

Se la quantità va oltre i livelli ottimali, il corpo ossida i grassi omega 6 prima degli altri grassi. Questo è uno sforzo che fa per sopperire all’eccesso.

In quasi tutte le diete moderne, i grassi omega 6 sono quindi ossidati, visto che ne assumiamo più degli altri grassi. E questa ossidazione causa diversi problemi, come:

  • danni al fegato, soprattutto se sono mangiati in unione con fruttosio o alcool
  • innalzamento dei livelli di LDL (colesterolo cattivo)
  • allergie e asma (nel caso di eccessivo consumo di Omega 6)
  • invecchiamento precoce e accorciamento della vita (nel caso di eccessivo consumo di Omega 3)

La tossicità degli omega 3 diventa più alta se i grassi diventano rancidi. In genere i pesci vengono refrigerati o congelati immediatamente dopo essere stati catturati e i loro oli omega 3 restano freschi.

Le capsule di olio di pesce, invece, sono di solito conservate a temperatura ambiente per lunghi periodi di tempo. L’olio di pesce in capsule quindi inevitabilmente diventa rancido e i grassi omega 3 sono facilmente ossidati.

I grassi che devi introdurre: saturi e monoinsaturi

I grassi saturi e monoinsaturi sono sicuri da consumare, anche in grandi quantità.

Nelle diete per perdere peso e con poche calorie, questi sono i primi macronutrienti ad essere eliminati. Ma questo è un grave errore.

Il corpo tollera molto bene i grassi saturi e se ne possono consumare anche in grandi quantità, infatti:

  • Sono i grassi strutturali del corpo umano e producono dal 75 all’80% degli acidi grassi nella maggior parte delle cellule.
  • Sono le fonti di energia primarie per la maggior parte del corpo e sono una forma di energia più salutare rispetto al glucosio.

Inoltre non hanno tossicità conosciuta, anche ad alte dosi, a meno che un disturbo metabolico o un’alta presenza di insulina non impedisca ai grassi di essere utilizzati o conservati nelle forme di trigliceridi e fosfolipidi.

Un altro fattore che avvalora la sicurezza dei grassi saturi e monoinsaturi è la facilità del corpo di conservarli nelle riserve. Come elementi strutturali delle cellule, questi acidi grassi costituiscono quasi la metà della massa magra del corpo. Le principali riserve sono il muscolo scheletrico e il tessuto adiposo.

I grassi saturi e monoinsaturi, non i carboidrati, sono esattamente ciò che il nostro corpo vuole usare per ricavare energia. Se il glucosio fosse la migliore risorsa di energia, il nostro corpo avrebbe dei modi per conservarlo in grandi quantità.

Ma il corpo conserva i grassi, e questo dovrebbe farci pensare…

Benefici del consumo di grassi saturi e monoinsaturi

Miglioramento del profilo lipidico

Il consumo di grassi saturi migliora il profilo lipidico in due modi:

  • aumenta i livelli di colesterolo HDL (comunemente conosciuto come colesterolo buono)
  • rende le particelle di LDL (comunemente conosciuto come colesterolo cattivo) più larghe ed elastiche proteggendole dalla glicazione e dall’ossidazione

Come risultato del miglioramento della dimensione delle particelle di LDL, i grassi saturi riducono i livelli di LDL ossidato.

Aumento della massa muscolare

Molte persone credono che l’eccesso di calorie sia conservato nei tessuti adiposi e che l’obesità sia il risultato della conservazione delle calorie in estate in preparazione al freddo inverno. Ma non è questa la verità!

Negli umani, in cui manca una tendenza stagionale a conservare i grassi e che hanno un grande bisogno di glucosio, il muscolo è l’organo di maggiore deposito dell’energia in estate.

Il muscolo, quanto a calorie, è costituito per la maggior parte da grasso e per poco della metà da proteine.

Minori rischi di malattie cardiache e ictus

Negli Stati Uniti il Framingham Study ha evidenziato che più grassi saturi e monoinsaturi si mangiavano e minori erano le probabilità di avere un ictus. Un altro studio ha mostrato che un alto consumo di grassi saturi è collegato a un più basso rischio di malattie cardiache e ad una migliore pulizia delle arterie.

Come assumere la giusta quantità di grassi buoni ogni giorno

Il modo migliore per assumere il giusto quantitativo di grassi di buona qualità e acidi grassi essenziali nella nostra dieta è usare come grassi principali l’olio extravergine d’oliva, il ghi, l’olio di cocco, il burro biologico da animali al pascolo e il burro di capra biologico.

Questi grassi vanno consumati crudi e accompagnati a una delle pietanze del pranzo o mescolati ai frullati da preparare al mattino, di cui trovi le ricette sul ricettario di base di Energy Training.

In particolare:

L’olio extravergine d’oliva è costituito prevalentemente da acidi grassi monoinsaturi (che favoriscono la sostituzione del colesterolo LDL presente nel sangue, causa di infarti e di ostruzioni vascolari, con colesterolo HDL), con la presenza in giusta quantità di acido grasso linoleico, polifenoli, vitamina E e beta carotene.

Procurati olio biologico e ottenuto da olive premute a freddo e usalo per condire a crudo, per saltare a bassa temperatura e per cuocere in forno.

L’olio di cocco contiene vitamine e ferro. Fa molto bene ai capelli e alla pelle, favorisce l’immunità e migliora il metabolismo. Puoi usarlo nella cottura dei cereali e nelle preparazioni dolci.

Il ghi è un burro chiarificato (sottoposto a una lenta cottura attraverso cui sono state eliminate tutte le sostanze più indigeste). Nutre in profondità, reidrata il corpo e contrasta l’eccesso di calore.

E’ ottimo a fine cottura per condire i cereali in chicchi e può essere consumato sia crudo che cotto.

Un’altra preziosa fonte di grassi buoni è il tuorlo dell’uovo crudo. E’ uno degli alimenti più ricchi di enzimi esistenti al mondo, viene immediatamente assimilato senza lasciare tossine e senza interferire con il metabolismo dei grassi e del colesterolo.

Quando lo cuoci, invece, il tuorlo diventa estremamente pesante ed è causa di ipercolesterolemia. Non devi mai cuocerlo, così potrai disporre delle proteine in esso contenute senza disperderle e senza danneggiarti.

Assicurati sempre che le uova siano freschissime, di provenienza biologica, di galline allevate a terra e all’aperto. Puoi consumarlo a colazione preparando un frullato con frutta e superfoods. Oppure puoi consumarlo salato cuocendo l’albume e versandoci sopra il tuorlo a fine cottura.

Altre fonti di grassi buoni sono salmone selvaggiocrostacei, e carni di bovino e agnello.

Per quanto riguarda gli oli di semi, ricchi di acidi grassi essenziali, puoi consumare ogni tanto piccole quantità di olio biologico ed estratto a freddo di zucca, canapa o lino, ma solo se non hai colesterolo alto o sindromi allergica o infiammatorie.

Elimina invece gli oli vegetali come soia e mais e tutti i prodotti che li contengono (tieni presente che questi oli sono contenuti anche nella maggior parte dei prodotti biologici da forno, fette biscottate, biscotti e altri prodotti confezionati).

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lunedì 22 maggio 2017

Torta low carb con farina di mandorle

Torta low carb con farina di mandorle di Giò


Torta a basso contenuto di carboidrati, poiché la farina di mandorle contiene veramente pochissimi carboidrati e tanti grassi buoni, senza burrosenza latte e senza zucchero! 

Tutto questo la rende una torta veramente leggera, adatta ai diabetici e alle persone intolleranti al glutine!

Pochi ingredienti e davvero tanto tanto facile! È pronta in pochissimo tempo!

INGREDIENTI

  • Farina di riso 80 gr
  • Farina di mandorle 200 gr
  • 1 mela (senza riduciamo i carbo)
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito
  • Dolcificante a piacere
  • 2 cucchiai di olio di semi di mais
  • Acqua q.b

PROCEDIMENTO

  1. Unite tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, quindi le farine, il lievito e il dolcificante se in polvere.
  2. Unite poi l’uovo, l’olio di semi e mescolate tutto con le fruste o con un semplice cucchiaio viene benissimo ugualmente!
  3. Aggiungete acqua mentre mescolate finché il composto non risulta abbastanza cremoso
  4. Versare in una teglia da forno non troppo grande, e infornare a 180 gradi per circa 30/40 minuti.

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