Passioneperlosport
martedì 12 maggio 2015
Salute a tavola: il lato «oscuro» del buon cibo
Proprietà delle fragole
Una guida alle proprietà delle fragole per scoprire le qualità terapeutiche ed estetiche di questo profumatissimo frutto: dalla capacità di stimolare la produzione di collagene e prevenire dunque la formazione delle rughe alla qualità antiossidante, dall’alto contenuto di calcio, ferro e magnesio molto utile nella cura dei reumatismi al contenuto di xilitolo che favorisce lo sbiancamento dei denti fino alle tante piccole ricette casalinghe per preparare maschere a base di fragole contro le rughe, impacchi di foglie per sbiancare la couperose ecc.
La fragola è un frutto di origine francese la cui prima coltivazione risale al lontano 1700. Il nome scientifico della fragola è fragaria, proprio in omaggio all’intenso profumo che proviene dal frutto.
Ne esistono ben dodici diverse varietà, di cui solo due crescono spontaneamente in Italia. La fioritura avviene in diversi periodi dell’anno in base proprio alle differenti varietà esistenti.
Al momento dell’acquisto bisogna fare attenzione a che il picciolo sia perfettamente attaccato al frutto e che il colore sia di un rosso uniforme, senza essere però troppo scuro. Se il colore, infatti, è molto intenso, la maturazione risulta già troppo avanzata, costringendo a consumare il frutto in meno di 48 ore.
L’apporto calorico delle fragole le rende molto adatte ad essere usate durante una dieta: per 100 grammi di fragole, infatti, le Kcal sono circa 30, composte principalmente da acqua, da una buona percentuale di carboidrati, una bassa dose di proteine ed un minimo quantitativo di grassi.
Fragole proprietà terapeutiche.
La fragola contiene una grande quantità di vitamina C: cinque fragole hanno lo stesso contenuto di vitamina C di un’arancia. La Vitamina C contenuta nelle fragole favorisce l’assorbimento del ferro, che, a sua volta, consente la produzione di globuli rossi e di collagene, la proteina che previene le rughe. La vitamina C contribuisce anche a diminuire la ritenzione idrica, e agisce direttamente sulla cellulite. Le fragole inoltre hanno un potere antiossidante di venti volte superiore a quello di altri frutti come gli agrumi. Per quanti soffrono di reumatismi e stati prolungati e ripetuti di raffreddamento possono essere molto utili il calcio, il ferro e il magnesio contenuti in questo preziosissimo frutto. La fragola contiene anche alte percentuali di fosforo molto utile per i suoi effetti lassativi, diuretici e depurativi. Per mantenere, invece, sotto controllo la pressione e la fluidità del sangue e quindi il buon funzionamento della circolazione sanguigna risulta molto efficace un altro componente delle fragole: l’acido salicilico. Questo acido, che è il principio attivo contenuto nell’aspirina, è anche molto utile per combattere i dolori articolari. Basterebbe mangiare un chilo di fragole al giorno per migliorare la sintomatologia dolorosa di artrosi e artrite.
Fragole per la bellezza dei denti.
Le fragole contengono lo xilitolo, una sostanza zuccherina, che previene la formazione della placca dentale e pulisce il cavo orale uccidendo i germi responsabili dell’alitosi. Mangiare 4-5 fragole a fine pasto consente la perfetta pulizia della bocca. Per sbiancare i denti scuri o macchiati si può realizzare un impasto casalingo a base di fragole e bicarbonato di sodio. Basta semplicemente schiacciare un paio di fragole ben mature fino ad ottenere una polpa densa che poi andrà mescolata con un cucchiaio di bicarbonato di sodio. La polpa così ottenuta deve essere usata per lavare i denti, che poi andranno sciacquati con acqua fredda.
Proprietà estetiche delle fragole.
Le fragole, essendo costituite per il 90% di acqua, aiutano a drenare i liquidi, attivano il metabolismo dei grassi e favoriscono il ricambio cellulare. Se usate per la preparazione delle maschere risultano molto utili per la prevenzione delle rughe. Si possono preparare maschere a base di fragole anche in maniera casalinga: basta eliminare il picciolo, schiacciarle, aggiungere una dose di panna e miele e poi cospargere il viso, tenendo il composto in posa per circa venti minuti. In questo modo si ottiene una pelle morbida e vellutata.
Maschere a base di fragole.
Se la pelle del viso risulta troppo grassa e con i pori molto dilatati aggiungete alla polpa schiacciata di 2-3 fragole un vasetto di yogurt naturale. Dopodiché applicate il composto sul viso con piccoli movimenti circolari insistendo nei punti in cui la pelle risulta più grassa: vale a dire fronte, naso e mento. Lasciate la maschera in posa per 20-30 minuti e al termine dell’applicazione avrete una pelle pulita ed esfoliata, e, grazie all’acido citrico contenuto nelle fragole, anche una pelle meno grassa.
Combattere la couperose con le fragole.
Per combattere la couperose, che si presenta come un fastidioso arrossamento permanente delle guance o della zona intorno al naso, è possibile realizzare degli impacchi a base di foglie di fragole oppure una maschera casalinga. Per la maschera basta frullare dieci fragole con 15 gocce di tintura madre di calendula, acquistabile in erboristeria. Si ottiene così un composto da applicare sul viso perfettamente pulito per circa 20 minuti. Dopodiché si risciacqua con acqua tiepida. Per ottenere lo sbiancamento della couperose bisogna ripetere il trattamento una volta ogni tre giorni.
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venerdì 8 maggio 2015
Digiuno e Sport possono convivere? Cerchiamo di capire…
Di Paolo Sport
La parola digiuno può far rima con molte cose, avreste mai pensato che potesse farlo anche con Sport?! Può sembrare una forzatura ma in questo articolo scopriremo i benefici che il digiuno può portare al nostro organismo e non sono pochi.
Soffermiamoci, per un attimo, sulla definizione di un concetto: il digiuno intermittente (IF). Questa dieta, o forse è più corretto parlare di metodologia, si basa sull’alternanza tra fasi di alimentazione e di digiuno protratto dalla 16 sino alle 36 ore consecutive. Pare che così facendo, abbinando il tutto ad una dieta proteica, ci si avvicini alle origini dell’umanità, quando non sempre era garantito il pasto e per procurarselo l’uomo era costretto a cacciare, ottenendo importanti risultati a livello muscolare e di salute per tutto l’organismo.
exerceo-fitness-salute-dieta-allenamento-benessereDigiuno intermittente sì, ma quale?
Sono principalmente tre le varianti alla metodica del digiuno intermittente:
Leangains: consiste nel praticare 16 ore di digiuno tutti i giorni;
Eat stop Eat: 24 ore di digiuno, a discrezione, per una, due volte alla settimana;
Interval: semplicemente oggi mangio, domani digiuno, continuando questa alternanza costantemente;
Quali sono i vantaggi?
Veniamo ai risultati dei nostri sforzi alimentari. Il digiuno intermittente promette di:
Normalizzare i livelli di insulina e la sensibilità alla leptina, entrambi fattori determinanti per la salute. L’insulino-resistenza è dimostrato possa favorire malattie quali il diabete, le patologie cardiache ed il cancro;
Normalizzare i livelli di grelina, ormone strettamente correlato con il senso di fame e sazietà;
Promuovere la produzione dell’ormone della crescita (HGH), fondamentale per la salute, nella forma fisica e nel rallentare il processo di invecchiamento dell’organismo;
Abbassare il livello di trigliceridi;
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Converrete con noi che in questo elenco, non esaustivo, troviamo sicuramente ottime ragioni per provare a digiunare. Naturalmente per uno sportivo, che si sottopone ad allenamenti intensi più volte la settimana o al giorno, praticare il digiuno potrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile. Il weekend, se non sono previste gare o esibizioni, potrebbe essere la soluzione, magari utilizzando il metodo Leangains 16:8 (16 ore di digiuno seguite da 8 ore nelle quali alimentarsi normalmente).
Un esempio con il metodo Leangains 16:8
Ecco come è possibile strutturare la nostra alimentazione:
Dalle 21:00 alle 13:00 Digiuno (16 ore);
Dalle 13:00 alle 21:00 Pasti (8 ore);
Molto semplice. E’ concesso mangiare dalle 13 alle 21 (8 ore) poi digiuno (16 ore di digiuno in gran parte distribuite nelle ore notturne).
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Cosa Mangiare?
Risposta semplicissima: nelle 8 ore (come da esempio) in cui ci alimenteremo lo faremo seguendo la nostra consueta dieta (intesa come regime alimentare). Per qualche consiglio leggete qui.
Ora sappiamo tutto sul digiuno intermittente, non resta che allenarsi al meglio, mangiare sano e qualsiasi obiettivo sarà alla portata.
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giovedì 7 maggio 2015
Dieta del limone per dimagrire
Dieta del limone per dimagrire
Giallo acceso come un piccolo sole, e altrettanto carico di energia: scopriamo le virtù del limone, che aiuta anche a dimagrire e a controllare i livelli di colesterolo nel sangue.
Il limone (Citrus limon) è originario di India e Indocina e appartiene alla famiglia delle Rutacee, come gli altri suoi "cugini" agrumi.
La cura del limone per dimagrire consiste sostanzialmente nel bere a digiuno il succo di un limone.
Esiste una vera e propria terapia che vede come protagonista il limone e le sue proprietà benefiche.
La cura del limone è utile per disintossicare l'organismo, per dimagrire e contrastare la cellulite, e in più aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue.
Consiste sostanzialmente nel bere a digiuno il succo di un limone diluito in un po' di acqua tiepida almeno 30 minuti prima di colazione.
Il primo giorno di cura si provvede a bere il succo di un limone intero, il secondo giorno di due e così vi fino al quindicesimo giorno arrivando a bere il succo di ben 15 limoni.
Poi si ricomincia, andando a decrescere.
Si tratta quindi di una terapia della durata complessiva di un mese.
Non spaventiamoci per le quantità soprattutto per il nostro stomaco, a parti controindicazioni conclamate, perché contrariamente a quanto si è soliti pensare il limone è un naturale antiacido gastrico e anzi il suo corretto utilizzo favorisce li produzione di carbonato di potassio, utili nella cura delle gastriti.
Prima di seguire una dieta o un regime alimentare controllato, consultare il proprio medico.
Le proprietà del limone
Pochi sanno che i principali produttori di limoni sono gli Stati Uniti (California e Florida in testa), seguiti da Italia, Spagna, Israele e Turchia.
Normalmente la scorza del frutto è di un bel giallo acceso, ma esistono in natura anche specie con sfumature verdi e bianche, a racchiudere in ogni caso una polpa più o meno aspra e molto succosa, suddivisa in circa 8-10 spicchi contenenti dei semi.
Le varietà di maggior interesse sono sia di origine estera, come la Eureka, la Lisbon e la Verna, sia nostrane, tra cui vale la pena di ricordare il Femminello di Sicilia, con frutto oblungo, polpa succosa e molti semi, il Monachello, dalla tipica scorza verde, lo Sfusato d'Amalfi, dalla scorza spessa e giallo chiaro che nasconde una polpa succosa e non molto aspra, e l'Interdonato, con frutto grosso ma poco succoso.
Dal punto di vista nutrizionale il limone apporta circa 15 kcal per 100 g, offrendo di contro un'ampia gamma di sostanze benefiche per l'organismo, quali oli essenziali, citrati, sali minerali e vitamine
Insieme al pomodoro, infatti, è uno degli alimenti con il più elevato contenuto di acido citrico, essenziale per il ricambio cellulare dei tessuti, così come molto elevato è l'apporto di oli essenziali quali il limonene, contenuto prevalentemente nella buccia (sia la scorza che la parte spugnosa) e dal valido potere antibiotico, e di citrati di sodio e potassio, che hanno uno spiccato potere disinfettante e depurativo.
Buono è anche il quadro vitaminico, dove svolge un ruolo da protagonista la vitamina C, con la sua azione antiossidante e di potenziamento del sistema immunitario, mentre più ridotti sono gli apporti di vitamine del gruppo B, della vitamina A e della P.
Non manca una notevole presenza di flavonoidi.
Tutte queste sostanze benefiche, aggiungendosi ai numerosi sali minerali presenti in questo frutto, quali potassio, magnesio, calcio, fosforo, ferro e manganese, fanno del limone un medicinale naturale in grado di svolgere azioni terapeutiche preventive rivolte a numerosi organi ed apparati corporei.
Ovviamente, grazie alla presenza di vitamina C, dei flavonoidi, degli oli essenziali e dei citrati, il limone può aiutare ad alleviare e a prevenire i sintomi di malattie da raffreddamento, mali tipici di stagione.
Ma in più è stato dimostrato che è in grado ridurre i tassi di colesterolo ematico, fluidificando il sangue e migliorando la circolazione, tanto che, se consumato ogni giorno in buona quantità (per esempio sotto forma di succo diluito in acqua), aumenta i livelli di colesterolo buono (HDD riducendo allo stesso tempo quelli di colesterolo cattivo (LDL).
Fa bene al cuore, tra l'altro, anche perché riesce a ridurre i livelli di una sostanza chiamata omocisteina, che è stata collegata, quando in eccesso nell'organismo, al rischio di infarto al miocardio.
Il limone contribuisce inoltre alla digestione dei grassi, risultando utile per chi tende a sviluppare calcoli alla cistifellea, e a tavola è in grado di ammorbidire le fibre delle carni, rendendole così molto più digeribili, oltre a svolgere una spiccata azione astringente a livello intestinale, utile per combattere ogni forma di diarrea.
Infine, può essere anche considerato per l'uso esterno: cura diverse affezioni della pelle, favorendo la cicatrizzazione delle piccole ferite, ma anche la guarigione di vesciche, verruche e afte.
Risulta utile anche in caso di punture di insetti.
Per quanto riguarda il suo consumo, è bene prendere qualche precauzione durante lo svezzamento dei bambini, avendo cura di inserire il limone nella dieta dei più piccoli dopo l'ottavo mese di vita, se non, ancora meglio, direttamente dopo il primo anno, e comunque sempre su consiglio del pediatra di fiducia, perché potrebbe dare luogo a reazioni allergiche.
Ricordiamo inoltre che, per ottenere i benefici di questo frutto, bisogna consumarlo al naturale: bibite gassate o zuccherate, o dolci a base di limone non vi garantiranno i suoi benefici effetti. Considerando, tra l'altro, che i limoni sono tra i cibi su cui più spesso si trovano residui di pesticidi, sarebbe meglio scegliere frutti biologici. Consiglio che si avvalora nel caso in cui intendiate usare la scorza del frutto.
Per ottenere più succo da un limone, vi suggeriamo di farlo prima rotolare sotto il palmo della mano sulla superficie di un tavolo, quindi di riscaldarlo lievemente in un po' di acqua tiepida! Il limone freddo di frigorifero vi regalerà meno succo.
Quando acquistate i vostri limoni, è bene ricordare che maturano in tre diversi periodi dell'anno. La prima fruttificazione, detta invernale o primo fiore, giunge a maturazione in ottobre, la seconda avviene a marzo, e infine la terza e ultima fruttificazione si completa intorno ai mesi di giugno-luglio.
Nell'acquisto, controllate sempre che la buccia non presenti esternamente macchie, deformità o ammaccature, e che non risulti troppo rugosa, e quindi probabilmente eccessivamente spessa, il che comporta generalmente una polpa interna povera di succo.
È consigliabile comprare esemplari maturi, a buccia sottile e pesanti, semplicemente perché più ricchi di succo e di aroma .
Per conservare i limoni maturi la temperatura ideale oscilla tra ed i 4 "C, per cui è sufficiente riporli in frigorifero nell'apposito scomparto della frutta dove dureranno fino a 6 settimane, mentre i limoni ancora acerbi possono esser conservati tranquillamente in luogo fresco e lontano dalla luce del sole, temperatura ambiente di circa 14°C.
Il succo di limone può essere congelato nelle vaschette del ghiaccio e conservato per 3 mesi.
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mercoledì 6 maggio 2015
Ma i cibi brucia-grasso esistono?
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martedì 5 maggio 2015
Le proprietà della carne equina
MANGIATE CARNE EQUINA PERCHÈ POSSIEDE TANTE BUONE PROPRIETÀ NUTRITIVE
Difesa naturale contro i batteri: a favore dalla carne equina c'è questo fattore da non trascurare, essa si difende dallo sviluppo dei batteri grazie all'acido lattico presente in misura maggiore rispetto alle altre carni (fino al doppio o il triplo).
Valori Nutrizionali Cavallo
100 g di Carne di cavallo apportano circa 133 calorie (0% carboidrati, 68,8% proteine, 31,2% grassi).
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Colazione post allenamento lungo a digiuno
torta gelato allo yogut, yogurt bianco, avena, fichi secchi, semi di lino e girasole
Demonizzare il saccarosio sempre e comunque è a mio avviso sbagliato: in certi momenti della giornata, ad un fisico sportivo, non fà più male di altri dolcificanti artificiali ed anche il fruttosio si è dimostrato dare problemi, in chi mal gestisce i carboidrati.
Nella ricerca di un elevato carico glicemico per stimolare insulina necessaria per il recupero glucidico e in associazione ad aminoacidi essenziali favorente la sintesi proteica, il saccarosio va bene e può essere utilizzato, soprattutto dopo un allenamento prolungato a digiuno, per ristabilire la glicemia e ricaricare le riserve di glicogeno muscolare usato durante una prestazione sportiva.
Il livello di attività fisica e la composizione corporea di un individuo influiscono sulla capacità di gestire un carico glicemico elevato senza che vi sia possibilità di ingrassare, dal momento che un atleta ha un metabolismo corporeo simile ad una “fornace metabolica” che consuma glucosio, o una quantità di muscoli tale da incamerare alti livelli di zuccheri e carboidrati sotto forma di glicogeno
Colazione post allenamento a digiuno con fiocchi di avena , fichi secchi, semi di lino e girasole, yogurt bianco e torta gelato
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