martedì 24 ottobre 2017

Involtini di melanzane Light

Ingredienti:

1 melanzana

100 gr di tacchino 

basilico

pomodorini datterini o san marzano piccoli

ricotta magra

olio, sale e pepe q.b.

Procedimento:

Tagliate le melanzane a fette spesse circa mezzo centimetro per il senso della lunghezza e grigliatele.

Intanto tagliate i pomodori a fettine.

Prendete una fetta di melanzana alla volta e disponetevi una fetta di prosciutto, pomodoro, basilico e un cucchiaio di ricotta. Salate, pepate e arrotolatele fermandole con uno stuzzicadente.



Disponetele in una teglia con carta da forno, aggiungete una grattugiata parmigiano 



Infornate a 180° per 10 minuti e poi 5 minuti di grill.




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lunedì 16 ottobre 2017

Sintomi della carenza di vitamina C



La carenza di vitamina C è molto diffusa, ecco come riconoscerla e prevenirla

Quasi tutti gli animali producono autonomamente la vitamina C all’interno dell’organismo mentre questo non accade negli esseri umani che invece devono inserirla dall’esterno. Questo fatto rende molto importante assumere vitamina C attraverso la dieta o integratori alimentari.

Chi è a Rischio di Carenza di Vitamina C

Alcune abitudini e condizioni bruciano le nostre riserve di vitamina C

  • Uso di alcol e droga
  • Stress
  • Fumo
  • Dieta povera di frutta e verdura
  • Problemi digestivi che rendono difficile l’assimilazione dei nutrienti (celiachia, intolleranze alimentari, colite)
  • Anziani che hanno una dieta poco varia
  • Gravidanza e allattamento

10 Segni che mostrano che sei carente di Vitamina C

Se hai anche solo uno di questi sintomi potresti essere carente di vitamina C

1. Lividi facili. E’ normale avere un livido dopo una contusione o una ferita, ma in molte persone i lividi durano mesi oppure si manifestano anche nelle situazioni dove non sono normali. Lividi eccessivi o colorazioni rossastro-viola inspiegabili sulla pelle indicano una carenza di vitamina C che causa l’indebolimento dei capillari. Un articolo dell’University of Michigan Health System afferma che anche piccole carenze di vitamina C possono portare ad un aumento dei lividi.

2. Lenta guarigione delle ferite. Se notate che tagli e graffi sono lenti a guarire, allora puoi essere carente di vitamina C. Infatti essa è essenziale per la formazione del collagene nella pelle e quindi del nuovo tessuto connettivo che permette la guarigione della ferita. Questo legame è riconosciuto nella letteratura medica già dal 1937, quando i chirurghi della Harvard Medical School hanno notato che la rottura spontanea delle ferite chirurgiche si è verificava nei pazienti con bassi livelli di vitamina C. Inoltre la vitamina C agisce come un potente antiossidante che richiama il sistema immunitario e che quindi favorisce una guarigione più veloce.

3. Gengive sanguinanti o infiammate. I problemi di salute orale, come gonfiore o sanguinamento delle gengive o ulcere della bocca ricorrenti, sono spesso legate a bassi livelli di vitamina C. Ancora una volta, il collagene è importante in quanto supporta le gengive. Si stima che le gengive rinnovano almeno il 20% del loro collagene ogni giorno, che mostra quindi come regolari assunzioni di vitamina C sono di vitale importanza per la salute di denti e gengive. Se non affrontata, la bassa assunzione di vitamina C può progredire e portare allo scorbuto, una malattia caratterizzata tra l’altro da sanguinamento delle gengive e perdita dei denti.

4. Capelli e unghie secchi e fragili. Capelli lucidi e unghie forti spesso sono un buon indicatore di una buona assunzione di vitamina c quotidiana. Allo stesso modo, una criniera poco brillante, secca e con doppie punte possono evidenziare una carenza. Infatti poiché i capelli sono un tessuto non essenziale, i nutrienti come la vitamina C vengono inviati a più importanti organi e tessuti, prima di farsi strada ai capelli. Inoltre, la vitamina C è essenziale per l’assorbimento del ferro, che se è carente può causare perdita di capelli, ricrescita dei capelli lenta e unghie fragili e concave.

5. Pelle arrossata, secca e ruvida. Uno dei primi segni di carenza di vitamina C è la pelle ruvida e secca causata da una mancanza di collagene. Bassi livelli di vitamina C sono anche legati al problema comune ma innocuo pelle chiamato cheratosi pilare (o “pella da gallina”) – caratterizzata dalla presenza di piccoli rigonfiamenti duri sulla parte alta delle braccia, cosce, glutei e il viso. La buona notizia è che semplicemente aumentando l’assunzione di alimenti ricchi di vitamina C può notevolmente migliorare il tono della pelle e la consistenza. Gli studi dimostrano che le diete ad alto contenuto di vitamina C sono associata ad un migliore aspetto della pelle e meno rughe. Altre ricerche dimostrano che la vitamina C può compensare alcuni dei danni causati dai raggi UV del sole, grazie ad attività antiossidante; e può inibire la perdita di acqua dalla pelle, prevenendo la pelle secca.

6. Frequente sangue dal naso. Oltre il 90% delle cosiddette emorragie nasali provengono dalla rottura dei capillari nella parte anteriore del naso causata da una carenza di vitamina C. Basta sapere che un adeguato apporto di vitamina C rafforza le pareti dei piccoli vasi sanguigni risolvendo quindi il problema della fuoriuscita di sangue dal naso.

7. Ridotta funzione immunitaria. Il sistema immunitario, ovvero la protezione del nostro corpo contro le infezioni e le malattie, è fortemente influenzato dalla assunzione di sostanze nutritive, in particolare la vitamina C. Gli anticorpi del nostro sistema immunitario hanno bisogno di vitamina C per svolgere i loro compiti in modo naturale e una carenza porta li rende deboli contro gli agenti patogeni. Avere abbastanza vitamina C significa che il nostro sistema immunitario sarà in perfetta forma per ridurre il rischio, la gravità e la durata delle malattie infettive.

8. Articolazioni gonfie e dolorose. Articolazioni gonfie e doloranti causate dall’artrite possono essere un altro segnale che è necessario integrare vitamina C. Uno studio del 2004, condotto in Gran Bretagna, ha scoperto che le persone che avevano bassi livelli di vitamina C avevano tre volte più probabilità di sviluppare l’artrite reumatoide rispetto a coloro le cui diete includevano alimenti ricchi di questa vitamina.

9. Stanchezza e/o depressione. Il senso di affaticamento e l’umore basso sono sintomi di tante malattie, e quindi è difficile dire quale nutriente sia carente. Ma se oltre a questo sintomo ti riconosci anche in altri allora può identificare una carenza di vitamina C. C’è un legame noto tra la carenza di vitamina C e stato psicologico, infatti alcuni studi di pazienti ospedalizzati (che spesso hanno livelli di vitamina C non ottimali) dimostrano un miglioramento dell’umore del 34% dopo la supplementazione di vitamina C.

10. Aumento di peso inspiegabile. Poca vitamina C nel sangue porta ad un aumento del grasso corporeo e aumento della circonferenza della vita. Nel 2006, una ricerca dell’Arizona State Universityha scoperto che la quantità di vitamina C che assorbiamo influenza direttamente la capacità del nostro corpo di utilizzare il grasso come fonte di energia sia durante l’esercizio che a riposo. Durante lo studio di quattro settimane, che ha coinvolto 20 uomini e donne obese, coloro che ricevevano la vitamina C avevano l’11% in più di capacità di ossidare il grasso.

Come integrare la vitamina C

Agrumi (arancia, limone, pompelmo), bacche (lamponi, rosa canina), peperoni, kiwi.


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giovedì 12 ottobre 2017

Peperoni ripieni alla quinoa



Peperoni ripieni di quinoa a basso indice glicemico è una ricetta realizzata senza latticini, senza glutine in variante vegan e con la carne, per un secondo piatto di fine estate.
INGREDIENTI
PREPARAZIONE
  1. Cuoci la quinoa, scola e unisci alle olive, origano, basilico, olio extravergine di olive, sale marino integrale e i semi misti. Lascia marinare insieme per un po’ (se hai tempo prepara almeno 4h prima)
  2. Lava e dividi i peperoni in due. Elimina i semi ed il torsolo.
  3. Taglia a dadini le zucchine e salta in padella con un po’ di olio e sale.
  4. Nella stessa padella, cuoci gli straccetti del tacchino (o del pollo).
  5. Ora, aggiungi alla quinoa le zucchine.
  6. Dividi il composto in due mantenendo nella prima circa due terzi del composto e nel secondo un terzo.
  7. Aggiungi il tacchino al secondo composto.
  8. Disponi i peperoni sulla teglia coperta da carta forno. Riempi i peperoni e cuoci a 180°C (forno ventilato) per circa 20 minuti.
NOTE
Questa ricetta offre un'ottima fonte di vitamina B6, magnesio, fosforo, manganese e vitamina A.
VALORI NUTRIZIONALI
Per porzione consigliata: 200g Calorie: 203Grassi: 12g di cui Saturi: 1,5g Carico Glicemico: 10 Carboidrati: 16gZuccheri: 3g Fibre: 3g Proteine: 13g


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martedì 10 ottobre 2017

Le proteine dei piselli

Piselli, tante proteine di qualità con poche calorie

 Insieme alle lenticchie, fagioli, ceci e la soia fa parte della famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), che hanno in comune una caratteristica, contengono un’elevata quantità di aminoacidi, al punto da essere i vegetali che ne sono più ricchi; sono carenti solo di metionina e cisteina che si trovano invece negli aminoacidi dei cereali, che a loro volta mancano di lisina, la quale è contenuta nei legumi. Per questo motivo legumi e cereali si completano a vicenda, dando origine a un contenuto proteico di alta qualità.
Il pisello è un ortaggio che ha una composizione nutrizionale molto interessante. 

Ricco di carboidrati, aminoacidi, fibre, vitamine e sali minerali, contiene invece una una modesta quantità di calorie (80 kcal ogni 100g)

Il contenuto di carboidrati varia a seconda del grado di maturazione, minimo e con molta acqua all’inizio, alto e perfino altissimo quando è secco. 

Le fibre solubili sono tante, rappresentano circa il 4-6% del peso totale del pisello e sono molto  efficaci per i problemi intestinali e per la stitichezza;  è stato inoltre dimostrato che un’alimentazione a base di cibi ricchi di fibre solubili permette diridurre i livelli di colesterolo e, restando più a lungo nello stomaco, stabilizzano la glicemia. 

Alto è anche il valore proteico dei piselli, maai quali mancano gli aminoacidi essenziali che si trovano però nei cereali, quindi usare il pane durante il pasto con i piselli è un modo di ottimizzare l’uso delle proteine. Anche le vitamine sono presenti nei piselli in notevole quantità, fra queste tutte le vitamine del gruppo B escluso la B12, la vitamina C e la vitamina E.
Essendo ricchi di vitamina C, rafforzano le difese naturali dell’organismo. I piselli non contengono colesterolo, e sono pertanto consigliati anche per chi soffre di alti valori di lipidi, contengono invece una modesta quantità di fitoestrogeni, generalmente usati per abbassare i sintomi della menopausa. Importante è anche l’elevato contenuto di minerali, ferro e fosforo in particolare, presenti in questi legumi.

 Contenendo poche calorie e assenza di colesterolo, i piselli, si rivelano un ottimo alimento per regimi dietetici che vogliono perdere peso, sono deliziosi e danno velocemente il senso di sazietà. Contengono meno amidi degli altri legumi e perciò sono assai più digeribili. Hanno un effetto benefico nella prevenzione di infezioni virali dell’intestino.
I piselli sono tra i legumi più comunemente consumati e sono di norma ben tollerati, ma in soggetti predisposti possono essere causa di allergie o scatenare delle forti orticarie.

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Ecco perché i muscoli non crescono



Nelle molte palestre che ho frequentato nella mia vita, da quando avevo tredici anni in poi, ho visto tantissime volte la stessa scena: molti ragazzi “secchi” (come vengono simpaticamente battezzati dagli appassionati più “grossi”) si iscrivono in palestra a maggio ed iniziano ad allenarsi come dei matti pensando di diventare Jay Cutler, Phil Heath o Arnold Schwarzenegger in tempo per rimorchiare in spiaggia le ragazze d’estate. Arrivati a luglio si guardano allo specchio e nella loro mente si materializzano quasi sempre queste domande:
Perché i miei muscoli non crescono? Perché i miei muscoli crescono così poco? Perché i miei muscoli crescono meno velocemente degli altri frequentatori della palestra?
La prima cosa che mi sento di dire ai poveri “secchi” è che a parità di allenamento+dieta+riposo (cioè i tre cardini su cui si fonda la crescita muscolare, corrispondenti a stimolo, materiale e costruzione) due persone diverse possono avere risultati diversi in base alla genetica. C’è poco da dire a riguardo: alcuni sono alti un metro e novanta, altri un metro e settanta; alcuni hanno fisici più facilmente “scolpibili” come gli afroamericani, altri meno. L’ambiente varia anche moltissimo un fisico, ma i geni son quelli. Ovviamente la genetica non deve rappresentare un alibi, anche perché quasi tutti noi abbiamo dei geni che ci permettono di avere un fisico almeno più che rispettabile. Non facciamo come gli obesi che dicono di avere le ossa grosse mentre mangiano la terza ciambella alla Nutella di fila e tu a cena hai i fiocchi di latte ed un cucchiaino di glutamina. Ed allora perché i tuoi muscoli non crescono? Perché, come pensi a volte, “gli altri prendono tutti gli ‘steroidi’ ed io no”? O perché fai uno di questi sette errori?
1) Fai riposare troppo poco i muscoli. I muscoli in realtà non crescono quando lavorano: crescono quando sono a riposo. E’ preferibile non allenare lo stesso gruppo muscolare ogni giorno: meglio alternare seguendo uno schema che avrai compilato con l’aiuto di un istruttore qualificato, in mono o multifrequenza. 
2) Dormi troppo poco: assicurati di dormire almeno 7-8 ore di buon sonno a notte, però attenzione a non assumere la melatonina.
3) Ti alleni per un periodo troppo lungo. Dopo circa un’ora di allenamento intenso con i pesi, nel tuo corpo aumentano i livelli di cortisolo che è nemico della crescita muscolare. D’accordo che in palestra bisogna superare i propri limiti, però serve anche ascoltare il proprio corpo. Se siete esausti da un quarto d’ora, insistere non è solo inutile: è controproducente.
4) Consumi troppo alcol e fumi. Birra, vino, e cocktail sono un altro grande colpevole della poca crescita muscolare. Una birra occasionale va bene, ma MAI esagerare! Stesso discorso vale per il fumo e per qualsiasi droga. Elimina alcolici e sigarette e vedrai che i tuoi muscoli ti ringrazieranno. 
5) Fai troppa corsa e troppi pochi pesi. Se vuoi aumentare la massa muscolare, non “perdere” tutto l’allenamento facendo cardio e lasciando ai pesi una parte esigua di tempo. I muscoli crescono davvero se li sforzi coi pesi, non col lavoro aerobico!
6) Ti alimenti/integri male. Per far crescere i muscoli è importante una dieta che comprenda le giuste quantità di grassi, carboidrati, vitamine, sali minerali ed ovviamente proteine, il tutto assunto in quantità e ad intervalli ben precisi. Alcuni “secchi” eliminano i carboidrati e fanno addirittura il digiuno per “dimagrire ed essere più definiti”! Errore molto grave, ecco perché rimangono secchi! Poi svengono e mi costringono ad interrompere la mia routine perché sono l’unico medico presente in palestra! Importantissimo seguire un programma dietetico deciso assieme al vostro al vostro medico, basato sul vostro corpo, le vostre analisi del sangue e le vostre eventuali patologie e che comprenda anche una adeguata integrazione con opportuni integratori nelle giuste quantità.
7) Ti alleni male o sei seguito da un istruttore mediocre. Fare bene un esercizio non è una opinione. C’è un modo giusto ed efficiente ed uno sbagliato per fare un certo esercizio coi pesi. Un movimento sbagliato, fatto con un peso sbagliato e per un numero di ripetizioni sbagliato, magari senza fare lo giusto stretching, può farti stancare molto senza ottenere un gran beneficio. Può anzi determinare cronicamente un danno a muscoli, tendini ed articolazioni. Perfino sbagliare i tempi di recupero tra le serie potrebbe ridurre la vostra performance. A volte però l’errore che hai fatto è a monte: hai scelto un istruttore mediocre. Prima di iniziare a seguire i consigli del primo personal trainer che capita, chiedigli quali sono le sue competenze e soprattutto con quali titoli le ha raggiunte. Ormai fare due video motivazionali su You Tube sembra aver dato a chiunque il titolo di super-esperto. Ricorda: le sue istruzioni influiranno sulla tua schiena, sulle tue articolazioni, sulla tua salute, quindi stai alla larga dagli “esperti” che si sono “laureati all’università della vita”. Attenzione anche a farsi “prescrivere” una dieta da un istruttore di palestra, cosa ILLEGALE. Ricordate che una “semplice” dieta iperproteica può determinare danni gravi alla vostra salute.

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venerdì 6 ottobre 2017

Giramenti di testa: cause, sintomi e rimedi

Giramenti di testa: cause, sintomi e rimedi

Giramenti di testa
Sentirsi girare la testa con il suolo che si toglie da sotto i piedi e perdere l’equilibrio sono i sintomi che accusano le persone con giramenti di testa, esperienze non molto piacevoli che vengono avvertite da sempre più persone.
I giramenti di testa sono problemi molto frequenti, in generale riguardano disfunzioni di alcuni recettori che non lavorano come dovrebbero e sono associati ai più disparati problemi; una cosa da sapere è che maggiore è l’intensità del malessere, meglio è: infatti molte volte i sintomi prolungati nel tempo e non molto forti implicano problemi maggiori.
Le più frequenti cause dei classici giramenti di testa sono la debolezza e lo stress eccessivo; troppo lavoro, il sonno non sufficiente o l’insonnia, il poco tempo per riprendersi, per svagarsi e per i propri hobby portano il corpo a non riuscire a reagire agli stimoli come vorremmo; anche una bassa concentrazione di zuccheri può contribuire ai problemi sopra elencati (ipoglicemia).
In questi casi il consiglio è quello di prendersi un po’ di tempo per voi stessi, un’ora la settimana per rilassarvi, magari con un bel massaggio professionale, capace di rigenerarvi portandovi equilibrio e benessere, oppure sviluppando una passione che vi permetta di staccare un po’ la spina, per esempio.
Sempre sulla stessa lunghezza d’onda anche chi rimane troppo tempo seduto davanti al computer o mantiene per diverse ore una postura scorrettapuò essere vittima di giramenti di testa improvvisi: la tensione che si accumula a livello cervicale e della catena muscolare posteriore infatti sono una causa comune di vertigini e giramenti di testa.
Altri fattori scatenanti li troviamo nella circolazione sanguigna.
Una pressione troppo alta può causare giramenti di testa anche molto forti: in questi casi meglio misurarla e fare una visita dal medico, onde evitare disturbi più gravi causati dall’ipertensione.
Anche la bassa pressione però porta spesso e volentieri allo stesso sintomo: in casi acuti, come rimedio basta alzare le gambe per favorire la circolazione, ma se col tempo i casi continuassero a ripetersi è il caso di ricercare il perché e scoprire i rimedi per la pressione bassa.


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lunedì 2 ottobre 2017

Le proprietà della liquirizia



La liquirizia è digestiva, diuretica, antinfiammatoria, espettorante e protettiva della mucosa gastrica. Indicata contro tossemal di golacatarrocervicale acidità gastricaesercita anche una blanda funzione lassativa.
La virtù che in passato ha reso celebre la liquirizia era quella dissetante: gli Sciti (popolazione nomade d'origine iranica) che si cibavano solo di formaggi di capra e liquirizia, camminavano per ore nel deserto senza patire la sete grazie all'azione rinfrescante di questa preziosa radice.
Chi soffre di pressione bassa può trarre giovamento dalla liquirizia poiché aumenta la pressione del sangue, ma per lo stesso motivo va consumata con parsimonia.

Calorie e valori nutrizionali della liquirizia

100 g di liquirizia contengono 375 kcal, e:
  • Proteine 0 g
  • Carboidrati 93,55 g
  • Zuccheri 70 g
  • Grassi 0,05 g
  • Fibra 0,2 g
  • Sodio 50 mg
  • Potassio 37 mg

Modalità d'uso

  • Per combattere tosse e catarro è perfetto un infuso che va preparato con 2 gr di liquirizia per 100 ml di acqua bollente.
  • Per facilitare la digestione assumere un cucchiaino di tintura dopo i pasti. Per preparare la tintura di liquirizia lasciate macerare per 2 settimane 20 gr di radici in 100 ml di alcool a 20°.
  • Contro infiammazioni delle gengive o mal di gola e per combattere l'alitosi masticare un bastoncino di radice.
Le proprietà antiinfiammatorie e cicatrizzanti della liquirizia la rendono un ottimo rimedio naturale per infiammazioni cutanee (eczema, psoriasi, herpes e dermatiti). Per questo in commercio esistono molte preparazioni per uso esterno a base di liquirizia ad azione protettiva, lenitiva e antibatterica per pelli sensibili.

Controindicazioni

L'abuso di liquirizia può avere effetti nocivi come provocare mal di testa, gonfiori a viso e caviglie e ritenzione idrica. E’ controindicata in casi di insufficienza renale, sovrappeso, ipertensione arteriosa.
Sono state evidenziate interazioni con alcuni farmaci come i diuretici e i lassativi (può aumentare la perdita di potassio), cortisonici (ne aumenta gli effetti antiinfiammatori).


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