mercoledì 3 dicembre 2014

Il gainer

Il gainer è un integratore ipercalorico e iperproteico specifico per guadagnare massa muscolare. Va utilizzato nei periodi in cui non si cerca definizione, ma si tende a costruire massa. Questo perché la composizione ipercalorica potrebe favorire anche l’insorgere di un po’ di grasso. Il quantitativo calorico, apportato prevalentemente dai carboidrati, fornisce molta energia, utile sia per eseguire allenamenti intensi, sia per aiutare il recupero post-allenamento. Generalmente, questi integratori sono anche addizionati di vitamine, minerali, aminoacidi, creatina. La composizione, ne permette l’uso anche come pasto sostitutivo.

MODO D’USO: Il produttore consiglia l’assunzione di 4 misurini (corrispondenti a 60g/una dosa) stemperati in 250/500 ml di acqua o latte, da assumere una volta al giorno, possibilmente dopo l’allenamento. Il dosaggio è sempre soggettivo e dipende dalle proprie caratteristiche fisiche, dai propri obiettivi, dal proprio stato di salute. Chiedere consiglio al medico specialista.

INGREDIENTI: Proteine del siero del latte (da microfiltrazione e da isolamento mediante scambio ionico, Caseinato di calcio, Destrosio, Maltodestrine, Creatina, Glutamina peptide, Leucina, D-Ribosio, Taurina, Ornitina, Carnitina tartrato, Fosfato tricalcico, Magnesio ossido, Potassio fosfato, Ferro fumarato, Cromo picolinato, Vitamina C, Vitamina E, Niacina, Vitamina B6, Vitamina B1, Vitamina B12, Cacao magro, Aroma, Edulcorante: acesulfame k.

Analisi Media (Gusto Cacao)
Per 100 gr
per 60 gr
% RDA
Valore Energetico
368,4 Kcal / 1542,49 Kj
221,04 Kcal / 952,49 Kj
-
Proteine
51 g
30,6 g
-
Carboidrati
33 g
19,8 g
-
di cui Zuccheri
31 g
18,6 g
-
Grassi
3,6 g
2,16 g
-
di cui Saturi
0,20 g
0,12 g
-
Fibre Alimentari
0 g
0 g
-
Sodio
90 mg
54 mg
-
Potassio
87,5 mg
52,5 mg
-
Vitamina E
18,7 mg
11,2 mg
93
Vitamina C
22,5 mg
13,5 mg
17
Vitamina B1
1,75 mg
1,05 mg
95
Niacina
11,9 mg
7,1 mg
45
Vitamina B6
2,5 mg
1,5 mg
107
Calcio
200 mg
120 mg
15
Ferro
5,25 mg
3,15 mg
22
Cromo
62,5 mcg
37,5 mcg
94
Creatina
3,75 g
2,25 g
-
Carnitina
250 mg
150 mg
-
Taurina
625 mg
375 mg
-
Glutammina
2,5 g
1,5 g
-

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martedì 2 dicembre 2014

Scheda DICEMBRE x la massa mesociclo: forza – 5/4/3/2/1

Scheda DICEMBRE x la massa

Il metodo che utilizzerai in questo mesociclo è il giusto proseguimento del 5x5. Il metodo 5/4/3/2/1 è utilizzato da molti preparatori americani di Body Building e di Powerlifting, per insegnare ai propri atleti a lavorare con carichi massimali.

Dovrai partire con il tuo 5RM e aumentare il carico di circa il 2- 3% ad ogni serie successiva, fino ad arrivare al carico che riuscirai a sollevare solamente una volta. Quando sarai in grado di completare in modo soddisfacente tutte le serie (5/4/3/2/1), potrai incrementare leggermente i carichi. Il recupero tra le serie sarà di 2 minuti e 30 secondi.

Continuerai l’allenamento con un secondo esercizio di forza eseguito con un classico 4x5. Gli esercizi successivi saranno complementari, volti a farti migliorare nel primo esercizio. Durante l’ultima settimana di allenamento ripeterai il test 5RM diretto su panca, squat e trazioni.



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Il calendario 2015 di


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Olio extravergine d'oliva

Con l'esplosione del fitness e delle palestre c'è stata anche una esplosione di diete e consigli alimentari sbagliati! Sino a una vera e propria demonizzazione dei grassi! Molta gente pensa che i grassi facciano ingrassare e quindi vanno totalmente eliminati!

Sbagliato! I grassi nella giusta dose fanno bene , regolano gli ormoni , fanno assimilare le vitamine liposolubili !

Vanno solo scelti i grassi giusti e nelle giuste quantità!

Olio di oliva e attività sportiva


I lipidi, unitamente ai glucidi, costituiscono i principali nutritivi che forniscono la principale energia chimica utilizzata nell'attività fisica.

La sorgente energetica di scelta per il lavoro muscolare è rappresentata dai glucidi, tuttavia le riserve di cui dispone l'organismo sono piuttosto modeste e pertanto è necessario attingere a quelle lipidiche onde poter continuare a svolgere il lavoro. Con l'esaurirsi delle riserve glucidiche il contributo dei grassi diviene perciò progressivamente crescente anche se con un incremento che va gradualmente riducendosi.


A riposo e nell'esercizio fisico moderato i lipidi rappresentano comunque il substrato energetico prevalente, mentre, durante il lavoro pesante, ma di brave durata, aumenta il contributo dei glucidi. Se però l'esercizio fisico intenso diviene prolungato il costituire il 70-80% della fonte energetica.


Consumo di lipidi in rapporto all'attività fisica

L'allenamento fisico induce infatti l'aumento di alcuni enzimi deputati all'ossidazione dei grassi e soprattutto dei chetoni e ciò spiega perché gli individui che praticano attività sportiva tollerino meglio una dieta iperlipidica rispetto a coloro che conducono una vita sedentaria. 


Questo spostamento dell'utilizzazione da parte dell'organismo dai glucidi ai lipidi è legato ad una "opportunità" biochimica relativa alla maggiore disponibilità delle riserve lipidiche rispetto a quelle glucidiche il cui risparmio è fondamentale per il mantenimento dell'omeostasi metabolica. L'organismo infatti, qualora abbia esaurito le riserve glucidiche, riducendo il lavoro muscolare fino al totale esaurimento.


Queste considerazioni fanno comprendere come una dieta mista o moderatamente iperlipidica sia fondamentale nell'allenamento fisico e nello sport di durata e di resistenza. Una dieta iperglucidica in fase di allenamento stimola infatti i muscoli ad utilizzare prevalentemente i glucidi inibendo l'induzione degli enzimi deputati all'ossidazione degli acidi grassi e dei chetoni, restringendo di conseguenza importanti possibilità di approvvigionamento energetico dei muscoli.


L'adattamento metabolico non è dovuto comunque solo ad una modificazione enzimatica, ma anche ad un aumento del numero dei mitocondri e ad un aumento della  capillarizzazione dei muscoli. Nello stesso tempo si verifica anche un incremento del trasporto degli acidi grassi dal tessuto adiposo verso il muscolo con un aumento della concentrazione degli acidi grassi liberi nel sangue cui fa riscontro una caduta della concentrazione delle VLDL.


L'utilizzazione energetica dei lipidi è perciò indispensabile nello svolgimento di un lavoro muscolare di durata e di resistenza, mentre non può costituire la fonte energetica negli sport di potenza e/o di breve durata, essendo un processo esclusivamente aerobio.


Per quanto riguarda il rendimento energetico non vi sono sostanziali differenze tra i diversi acidi grassi e pertanto, da questo punto di vista non esistono particolari indicazioni o controindicazioni nella scelta dei lipidi alimentari dello sportivo, anche se da qualcuno è stata sostenuta una migliore utilizzazione degli acidi grassi insaturi rispetto a quelli saturi. Resta comunque sempre valido il concetto dell'opportunità di limitare, anche nello sportivo, l'apporto dei grassi degli animali terrestri poiché la presenza degli acidi grassi saturi, associata a quella del colesterolo, costituisce un fattore di rischio per la possibile comparsa di una cardiopatia ischemica, pur se è stato dimostrato che l'attività fisica migliora il quadro lipidemico con una riduzione della trigliceridemia, un aumento del colesterolo-HDL ed una riduzione, anche se modesta del colesterolo totale.


Nonostante l'effetto positivo esercitato sul quadro lipidemico dall'attività fisica, appare sempre e comunque consigliabile il mantenimento di una "dieta prudente" in base alla quale è necessario rispettare le raccomandazioni dietetiche atte a prevenire possibili dislipidemie. In considerazione tuttavia delle conoscenze sulla perossidazione lipidica e le susseguenti reazioni a catena dei radicali liberi, è necessario un attento esame anche sugli acidi grassi insaturi verificando se sia meglio fornire un maggiore apporto di polinsaturi o di monoinsaturi.le conseguenze della perossidazione lipidica e della reazione radicalica non devono essere sottovalutate poichè, accanto ai noti riflessi patologici, possono provocare nello sportivo danni ai muscoli scheletrici e cardiaco.


Come è stato già detto, la formazione dei radicali liberi si verifica in alcune reazioni intermedie della respirazione degli organismi viventi, cioè nella catena respiratoria durante il trasferimento degli elettroni dai substrati all'ossigeno. L'induzione della formazione dei radicali liberi può essere provocata da diverse cause, quali l'iperossigenazione, il fumo del tabacco, l'inquinamento atmosferico, alcuni metalli, alcuni farmaci, la carenza di agenti antiossidanti, ma anche dall'aumentata attività metabolica come può verificarsi nella intensa attività fisica. Quest'ultima possibilità sembra essere confermata dagli studi di biologia comparata che evidenziano una correlazione inversa tra velocità metabolica e durata della vita nel senso che le specie animali maggiormente attive, che consumano più ossigeno, vivono un'esistenza più breve di quelle con minore attività fisica, ma è stato anche rilevato che gli stessi animali se vivono in cattività presentano una durata della vita più lunga di quelli lasciati in libertà.


In condizioni normali la produzione dei radicali liberi è sufficientemente contrastata dagli agenti antiossidanti, ma l'aumentata velocità metabolica che si determina nel corso dell'attività fisica, specialmente se prolungata, conduce ad un'aumentata produzione che si associa ad una diminuzione delle difese antiossidanti.


In effetti, l'esercizio muscolare regolare sembra incrementare la disponibilità degli enzimi antiossidanti, in particolare della catalasi e della glutatione perossidasi, ma l'attività muscolare notevolmente intensa (che provoca un aumento del consumo di ossigeno fino a 10 volte i consumi basali) può creare una situazione di danno a causa dell'esuberante produzione di radicali liberi e di perossidi. Come è stato dimostrato infatti nei ratti sottoposti ad esercizio muscolare severo molti enzimi antiossidanti diminuiscono notevolmente dopo sforzi acuti, forse per un'accelerazione del metabolismo proteico con una diminuzione delle proteine ad attività enzimatica o forse per una semplice inattivazione enzimatica.


I radicali liberi esercitano rilevanti effetti sul reticolo sarcoplasmatico e sui movimenti sul calcio e provocano lesioni delle membrane delle cellule tra cui quelle endoteliali. Queste alterazioni possono creare uno squilibrio tra il flusso ematico ed il metabolismo muscolare. Alcuni Autori ritengono che i radicali liberi si formino, più che durante la fase di ischemia, durante la successiva fase di riperfusione e questo processo sarebbe perciò di particolare rilievo in quelle attività sportive che alternano momenti di intensa attività a momenti di riposo. L'aumento dei perossidi e dei radicali liberi conduce infine ad un incremento della sintesi del trombossano con una riduzione di quella della prostaciclina determinando una vasocostrizione che comporta un diminuito apporto di ossigeno ai substrati necessari per la sintesi di ATP.


Studi condotti da Avogaro e coll. hanno dimostrato come l'attività fisica induca la formazione di molonildialdeide che raggiunge l'acme al momento del massimo sforzo. Gli stessi Autori hanno anche dimostrato che l'attività fisica stenua induce variazioni significative nelle caratteristiche delle LDL. Le LDL modificate vengono ritenute di grande  importanza nel determinismo del processo aterosclerotico, ma possono provocare anche un danneggiamento del tessuto muscolare alterandone le strutture e diminuendone l'efficienza di contrazione


Un ultimo inquietante aspetto è quello legato alla morte improvvisa,evento raro, ma non eccezionale che nel 10% dei casi non trova una spiegazione autoptica. Attualmente sta incontrando sempre maggiori consensi l'ipotesi che alla base di questa evenienza esista un meccanismo radicalico. Nell'animale da laboratorio la perfusione di idroperossidi fa diminuire il flusso coronarico e la frequenza cardiaca fino al completo arresto del cuore. secondo Avogaro le modificazioni chimico-fisiche delle LDL potrebbero avere un rapporto con gli episodi di morte improvvisa specialmente quando il soggetto abbia avuto una precedente coronaropatia. In particolare, è stato ipotizzato che la patogenesi possa essere riconducibile ad un danneggiamento dei fosfolipidi di membrana con alterata immissione di ioni calcio e conseguenti disturbi del ritmo.


Il problema che si pone quindi nell'alimentazione dell'atleta è quello di limitare la formazione dei radicali liberi. Ciò può essere effettuato attraverso un maggiore apporto di frutta e verdure fresche per il loro contenuto in vitamine antiossidanti, ma anche attraverso la preferenza degli acidi grassi monoinsaturi al posto di quelli polinsaturi in quanto questi ultimi si dimostrano particolarmente suscettibili all'attacco dei radicali liberi dell'ossigeno.


Come abbiamo già visto infatti, la formazione dei radicali liberi è dipendente dalla loro velocità di produzione conseguente all'aumentata velocità metabolica, dalla capacità di difendersi attraverso la produzione e/o l'introduzione di agenti antiossidanti, ma anche dall'apporto levato di acidi grassi polinsaturi che costituiscono uno dei bersagli dell'attacco radicalico ed infatti, come afferma uno studioso del problema, quando maggiore è la disponibilità di polinsaturi, tanto maggiore è il rischio, ed eventualmente la progressione, di un danno radicalico. La necessità di fornire all'atleta una quota lipidica adeguata per quantità e qualità impone una scelta oculata che deve essere effettuata in base all'entità delle prestazioni fisiche per quanto concerne la quantità ed in base alla composizione acidica ed al contenuto in agenti antiossidanti per quanto concerne la qualità.


Circa la quantità la quota lipidica non dovrebbe essere inferiore al 30% delle calorie totali. Questa quota andrà poi gradualmente aumentata nella fase di allenamento, specialmente per gli sports di durata superiore ai 30 minuti, perché l'attività fisica intensa e prolungata conduce ad un incremento dell'utilizzazione dei grassi così che l'arricchimento in lipidi della dieta conduce ad un miglior rendimento fisico. Animali da esperimento, alimentati con diete ad alto contenuto lipidico, dimostrano infatti una maggiore resistenza alla fatica rispetto ad altri animali alimentati con diete ad alto contenuto in carboidrati.


Il consumo dei grassi, come si è detto, durante l'attività fisica moderata è relativamente modesto, pari a circa 0,5 g/min (30g/ora), ma sale fino a 0,7 - 0,9 g/min (42-54 g/ora) durante l'esercizio fisico intenso e prolungato. Tale adattamento è importante in quanto determina un effetto di risparmio sulle riserve di glicogeno consentendo una maggiore resistenza alla fatica.


Circa la qualità i grassi degli animali terrestri, contenenti acidi grassi e colesterolo, devono essere limitati perché anche nello sportivo possono provocare innalzamenti dei livelli plasmatici del colesterolo, pur se l'attività fisica determina effetti favorevoli sul quadro lipidemico (riduzione della trigliceridemia ed aumento delle HDL). Gli oli vegetali ricchi in acidi grassi polinsaturi agiscono favorevolmente sui livelli del colesterolo plasmatico, ma possono subire l'innesco perossidativo ed i processi radicalici che, come abbiamo visto, vengono accentuati dall'attività fisica.


La scelta sembra quindi andare verso i grassi a prevalente contenuto in acidi grassi monoinsaturi in quanto non aterogeni e scarsamente suscettibili ai processi perossidativi e radicalici. l'acido oleico infatti, in contrasto con il linoleico e l'a-linolenico, non richiede in pratica una protezione antiossidante e questo rende conto della sua maggiore stabilità. la preferenza tuttavia dell'olio di oliva non viene data solo dalla sua composizione acidica, ma anche dal suo patrimonio antiossidante, in particolare l'a-tocoferolo.


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SNACK SALUTARI, SAZIANTI E CON POCHI CARBOIDRATI

4 SNACK SALUTARI, SAZIANTI E CON POCHI CARBOIDRATI

Seguire una dieta e un allenamento per body building può essere impegnativo e a volte ti può venir voglia di sgranocchiare qualcosa di extra. Se stai cercando di limitare il quantitativo di carboidrati giornalieri, devi selezionare attentamente gli alimenti da consumare durante gli spuntini. Ecco quattro esempi di snack con pochi carboidrati che ti toglieranno uno sfizio senza rinunciare ad un ottimo profilo nutrizionale.

  141005779_3fbb58a8a6_o1. NOCI

Le noci sono uno snack pratico da trasportare e gustoso. Hanno un profilo nutrizionale caratterizzato da fibre, grassi insaturi, proteine, vitamine e sali minerali. Una porzione di 30 grammi apporta circa 200 kcal, quindi attenzione alle porzioni in quanto si tratta di un alimento molto calorico. Nel caso avessi voglia uno spuntino ancora più nutriente, la combinazione con dello yogurt o ficchi di latte è deliziosa.

Valori nutrizionali di uno spuntino a base di noci (30 grammi):

100 grammi30 grammi
Kcal689,0kcal206,7kcal
Proteine14,3g4,3g
Lipidi68,1g20,4g
Carboidrati5,1g1,5g
Fibra alimentare6,2g1,9g

3665955683_439dfcf6cd_o2. AVOCADO

L’avocado è un frutto altamente nutriente: un alimento ricco di grassi insaturi ma con pochi carboidrati. Questo lo rende ideale per diete low-carb come la dieta metabolica. E’ altamente saziante e molto comodo da sbucciare: la varietà Hass (nera e rugosa), una volta aperta a metà con un coltello, può essere separata dalla buccia con un semplice cucchiaio da minestra. Come la maggior parte della frutta presenta un ricco profilo di vitamine e sali minerali: vitamina B6, vitamina C, vitamina E, vitamina K, acido folico, magnesio e potassio.

Valori nutrizionali di uno spuntino a base di un frutto di avocado intero (150 grammi):

100 grammi150 grammi
Kcal231,0kcal346,5kcal
Proteine4,4g6,6g
Lipidi23,0g24,5g
Carboidrati1,8g2,7g
Fibra alimentare3,3g4,95g

 3423487348_ecefd3418a_o3. UOVA BOLLITE

Le uova bollite sono uno spuntino pratico e forniscono un elevato apporto proteico. Non solo un uovo contiene circa 7 grammi di proteine, ma si tratta anche delle proteine con il valore biologico più alto in assoluto.Le uova bollite saziano, non contengono un grammo di carboidrati e non sono troppo caloriche. Lo snack senza carboidrati ideale per mettere massa magra.

Valori nutrizionali di uno spuntino a base di due uova bollite (120 grammi):

100 grammi120 grammi
Calorie128cal 153,6kcal
Proteine12.4g 14,9g
Lipidi8.7g 10,4g
Carboidrati0g 0g
Fibra alimentare0g 0g

 

4. FIOCCHI DI LATTE

I fiocchi di latte, conosciuti anche come fiocchi di formaggio magro, sono da sempre considerati un ottimo spuntino dietetico. Pur avendo un basso valore calorico, i fiocchi di latte sono ricchi di proteine, calcio e fosforo. Le proteine contenute nei fiocchi di latte sono principalmente caseine, un particolare tipo di proteine che garantisce un apporto di aminoacidi moderato ma duraturo del tempo. Sono quindi altamente indicati al consumo durante l’ultimo pasto prima di coricarsi, in quanto rilasceranno aminoacidi per molte ore nutrendo l’organismo durante il digiuno notturno.

Valori nutrizionali di uno spuntino a base di una confezione di fiocchi di latte (200 grammi):

100 grammi200 grammi
Calorie115,0kcal 230kcal
Proteine9,7g 19,4g
Lipidi7,1g 14,2g
Carboidrati3,2g 6,4g
Fibra alimentare0g


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