sabato 24 gennaio 2015

SEMPRE PIÙ TRAZIONI ALLA SBARRA E SEMPRE PIÙ MASSA MUSCOLARE

Ritengo che le trazioni siano, a conti fatti, uno degli esercizi più utilizzati dagli appassionati di strength training, ma allo stesso tempo anche uno degli esercizi che viene allenato con meno varianti, se non quelle della presa, alternando magari prona e supina.

È davvero tutto qui quello che offrono le trazioni e le moderne conoscenze sull’allenamento della forza, o è possibile inserire qualche variante più interessante? Ovviamente, se sto scrivendo questo articolo, ritengo che si possa lavorare in modo molto più interessante!

A mio giudizio, possiamo introdurre un notevole numero di varianti nell’allenamento delle trazioni, ispirandoci all’allenamento delle powerlifts!

Trazioni 1/2 + 1

Dalla posizione di partenza, effettuate solo mezzo movimento di risalita, tanto da avere l’omero parallelo al terreno, poi tornate nella posizione iniziale e infine fate una ripetzione completa. Contate come una ripetizione totale ogni volta che ne effettuate una completa.

Trazioni 1/2 + 1 / – 1/2 – 1

Versione simile alla precedente, ma divisa in 4 parti, più difficile da spiegare che da fare.

  1. Partite e arrivate a metà, scendete
  2. Fate una ripetizione fino in cima
  3. Scendete fino a metà, tornate su
  4. Tornate giù ed effettuate una trazione completa.

Un giro completo è una ripetizione. Da eseguire in modo molto controllato.

Trazioni con fermo a metà

Come nella precedente, effettuate una ripetizione, ma fermandovi a metà movimento, per 1” o più, prima di chiudere il movimento e prima di tornare nella posizione iniziale.

Trazioni con fermo in cima

Come per la precedente ma con fermo in fase di massima contrazione.

Trazioni con 3 fermi

Abbinando le versioni #3 e #4. Fate ogni ripetizione fermandovi a metà della salita, in cima e a metà della discesa.

Trazioni isocinetiche

Salite e discesa controllate a tempo. Ottime sia con sovraccarico che senza.

Trazioni isometriche

Rimanendo quanto più possibili fermi a metà movimento oppure in chiusura. Particolarmente interessante è rimanere bloccati a metà movimento per quanto più tempo possibile, è un ottimo complementare per imparare a rilassarsi e usare solo i muscoli giusti, specie se si mira ad aumentare il numero di ripetizioni a corpo libero.

Trazioni con catene o elastici

Gli elastici sono utilissimi per imparare le trazioni, ma se fissati in basso possono essere un utile strumento per allenarle in modo diverso dal solito. Classico metodo “overload”, applicabile anche con le catene, in modo da avere il peso crescente durante l’esecuzione.

Un’applicazione pratica trazioni con sovraccarico

Le trazioni con sovraccarico penso vadano allenate non più di due volte a settimana. Non è un mantra scritto nella pietra, è solo quanto sono arrivato a considerare negli anni. Cosa ben diversa invece sono le trazioni a corpo libero, infatti nei vari programmi le inserisco sempre tre volte.

Il motivo per cui le consiglio solo due volte è che le trazioni con sovraccarico tendono ad risultare parecchio pesanti, inoltre, come suggerisce Thibaudeau, i dorsali e i bicipiti sono creati “to grab and hold”, per stringere e tirare, che è la funziona opposta agli esercizi di spinta del powerlifting, perciò ho sempre pensato che andassero allenate in modo diverso rispetto agli esercizi classici.

Sopra abbiamo inserito un bel po’ di giochetti, come li inseriamo in un allenamento per trazioni? Buttiamo giù un approccio di programmazione per vedere di fare qualche kg in più con sovraccarico. Per fare un buon lavoro su due sedute settimanali, viste le considerazioni fatte sopra, trovo assolutamente ben applicabile quanto suggerisce il coach russo Rogozhnikov, di cui si trova una vera e propria marea di materiale sui siti e i forum di allenamento russi, forse più di quanto non se ne trovi su Sheiko.

Andando a riassumere: Rogozhnikov suggerisce di alternare una seduta pesante ed una media con una seduta leggera. Il classico metodo distribuito russo in cui i carichi alti fanno migliorare, i medi mantengono e i leggeri recuperare tra le sedute. Non è una gran frequenza per le alzate classiche del powerlifting (seppure sia un approccio che mi piace nello squat), ma si sposa divinamente con le trazioni.

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giovedì 22 gennaio 2015

Variazioni di COMPOSIZIONE CORPOREA in caso di "sgarro" nella dieta - LO STUDIO -

Variazioni di COMPOSIZIONE CORPOREA in caso di "sgarro" nella dieta - LO STUDIO - 

IN BREVE: CON 3 GIORNI DI IPERALIMENTAZIONE SI HA SI UN AUMENTO DI PESO MA NON CI SONO DIFFERENZE SIGNIFICATIVE SULLA PERCENTUALE DI GRASSO: L'AUMENTO DI PESO È DATO SOLO DALL'AUMENTO DI ACQUA!


GLI STUDI DI RIFERIMENTO:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25208693
http://www.jphysiolanthropol.com/content/33/1/29


BACKGROUND:
Obesità e sovrappeso sono in aumento in prevalenza nei paesi sviluppati a causa del cambiamento delle abitudini alimentari e la mancanza di attività fisica. Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare i cambiamenti nella composizione corporea nel breve termine causati da sovralimentazione (il classico "sgarro" alla dieta) utilizzando il modello a tre componenti, che si compone di massa grassa (FM), acqua corporea totale (TBW), e solidi secchi senza grassi (FFDS).

METODI:
Dieci uomini sani hanno completato 3 giorni di sovralimentazione durante i quali consumavano 1.500 kcal /giorno in più rispetto alle calorie consumate abitualmente. La composizione corporea è stata valutata in tre punti temporali: il giorno prima e dopo la loro dieta normale, e il giorno dopo il periodo di 3 giorni di sovralimentazione.

RISULTATI:
Prima e dopo la loro dieta normale, non vi sono differenze significative del peso corporeo e della composizione corporea, ma dopo 3 giorni di sovralimentazione, il peso corporeo, TBW, e FFDS sono aumentati rispettivamente di 0,7, 0,7, e 0,2 kg (p <0,0001).
Non c'è alcuna differenza significativa nella FM (massa grassa) tra valutazioni fatte tra le diete "abituali" ed i 3 giorni di sovralimentazione.

CONCLUSIONE:
Questo studio suggerisce che l'aumento di TBW contribuisce all'aumento di peso a seguito di una sovralimentazione a breve termine.





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martedì 20 gennaio 2015

Il digiuno nello sport

Tratto da: GAZZETTA DELLO SPORT 
VUOI UNA SALUTE DI FERRO? 
IMPARA L'ARTE DEL DIGIUNO 

Le ultime ricerche nel campo dell'alimentazione confermano che con un taglio attenuato e programmato delle calorie, il fisico mantiene una condizione di attività che preserva dal fisiologico declino che sopraggiunge con l'età Secondo una ricerca del National Institute on Aging di Baltimora un digiuno attenuato e programmato, che preveda un taglio di 500 calorie due giorni su sette, non solo ci farebbe dimagrire in modo sano, ma proteggerebbe anche il nostro cervello dalle malattie neurodegenerative, tipo Alzheimer e morbo di Parkinson. Il calo energetico che il cervello subisce con queste pause alimentari calibrate lo costringerebbe a vivere in una costante situazione di allerta finalizzata ha sempre fatto, ovvero pensare, respirare, digerire, camminare ecc. ha bisogno dell’energia ricavata dai cibi, specie dai glucidi come pasta, zuccheri grasso. Ma non è tutto, il metabolismo grassi quando si è a digiuno la scienza è perfettamente d’accordo, sul fatto che effettivamente questa strategia sia la migliore per eliminare i chili in eccesso il dibattito è tuttora molto aperto. Vediamo insieme le differenti posizioni. I ricercatori canadesi della University of Ottawa in un loro esperimento hanno coinvolto due gruppi di volontari. A tutti, indistintamente, è stato chiesto di correre di prima mattina su un tapis roulant, fino ad arrivare a consumare 400 calorie. Un’unica differenza: un gruppo doveva farlo a digiuno, l’altro dopo aver fatto colazione. Ebbene, gli appartenenti al primo gruppo hanno bruciato il 58% di grassi in più rispetto di calorie superiore. Ancora più convincente, in quanto più completo, lo studio della Kansas State University, pubblicato su Medicine and Science in Sports and Exercise. I ricercatori dopo degli scienziati continua a negare l’efficacia della maggiore ossidazione dei grassi quando si è a digiuno ai fini del dimagrimento protratto nel tempo l’organismo non trovando carboidrati li sostituisce con le proteine e brucia i suoi muscoli. Il corpo è intelligenteAltri scienziati, come ad esempioLyle McDonald, autore del noto ‘The Ketogenic Diet’, ritengono che il nostro organismo sia troppo intelligente per farsi prendere in giro. Non fa caso a quando e cosa si brucia, il suo unico obiettivo è far tornare i conti a fine giornata. E lo fa compensando nell’arco delle 24 ore. Così se si sono consumati in prima mattinata maggiormente i grassi, nell’arco della giornata si bruceranno più glucidi. In pratica il risultato finale è identico. ConsigliPer evitare che si instauri il catabolismo muscolare con conseguente perdita della muscolatura l’importante è non strafare.  Quindi, non protrarre l’allenamento mattutino oltre i 30-40 minuti e tenere una media intensità di sforzo. Bere un paio di caffè o tè prima dell'allenamento a digiuno, sembra possa esaltare l'azione lipolitica. Se la finalità è il dimagrimento con il mantenimento della massa muscolare l’ideale sarebbe.


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venerdì 16 gennaio 2015

Dopo lo sforzo carboidrati e caffeina

Mangiare pasta e bere cinque o sei tazze di caffè forte: se non fosse per le immaginabili conseguenza di un simile consumo di caffeina sarebbe questa la ricetta per un perfetto recupero dopo un intenso allenamento fisico. È quanto sostengono i ricercatori australiani di un consorzio frutto della collaborazione tra il Garvan Institute of Medical Research di Sydney, il St. Vincent's Institute of Medical Research di Fitzroye e il Royal Melbourne Institute of Technology University (RMIT) di Bundoora. 
 
Il rifornimento di glicogeno, la principale fonte energetica dei muscoli durante l’esercizio, avviene infatti più rapidamente se gli atleti ingeriscono sia carboidrati sia caffeina dopo lo sforzo.
 
Era già noto come il consumo di carboidrati e caffeina prima e durante lo sforzo migliori un’ampia gamma di prestazioni atletiche, ma questa è la prima volta che viene documentato un effetto per il consumo successivo all’attività fisica. 
 
La ricerca è stata condotta su sette ciclisti ben allenati, che si sono sottoposti a uno sforzo fino all’esaurimento delle forze con un ergometro e poi hanno consumato una cena a basso tenore di carboidrati, in modo da ridurre al minimo le scorte di glicogeno in vista delle prove sperimentali del giorno dopo. Conclusa una seconda sessione di “esaurimento scorte” gli atleti hanno consumato una bevanda contenente soli carboidrati o carboidrati e caffeina. Nelle ore successive, i ricercatori hanno effettuato alcune biopsie muscolari e prelievi sanguigni per misurare la quantità di glicogeno che era stata rimpiazzata, insieme con le concentrazioni di metaboliti e ormoni che regolano il glucosio, compresa l’insulina. 
 
Secondo i risultati dello studio con tale abbinamento, a quattro ore dal termine dell’allenamento la quantità di glicogeno nei muscoli è risultata maggiore del 66% rispetto agli atleti che avevano consumato solo carboidrati.

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Come SUDDIVIDERE le PROTEINE ad ogni pasto NEL MODO PIU' OPPORTUNO

Come SUDDIVIDERE le PROTEINE ad ogni pasto NEL MODO PIU' OPPORTUNO


IL MITO DEI 30GR DI PROTEINE!


Se si mangi una bistecca questa avrà un tempo X di digestione. C'è di mezzo il fattore "tempo digestivo"; quindi, a seconda della qualità delle proteine assunta, ci sarà sempre un tempo specifico di assorbimento.
Scendiamo nel dettaglio...
Esiste un ormone la colecistochinina http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17940422 che è in grado di rallentare l'attività intestinale e non solo; quando all'interno dell'intestino ci stanno le proteine viene rilasciato, rallentando e moderando il processo di assorbimento http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20938986
Ora ..andando nel pratico:
STUDIO: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18577772  16 donne, stesse proteine. Un gruppo le ha mangiate in un unico pasto, un'altro in 4 pasti. 
In base alla teoria dei 30 gr le donne che avrebbero assunto le proteine in un unico pasto avrebbero avuto difficoltà nel mantenere la massa magra. INVECE: non c'è nessuna differenza tra i 2 gruppi!
Anzi....per esempio, nelle donne anziane un singolo pasto proteico http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10357740 è addirittura migliore a differenza dei multi pasti per favorire l'ANABOLISMO.
Si sente molto spesso parlare poi del DIGIUNO INTERMITTENTE e ci sono 2 studi che ci interessano: (ricordo che nel digiuno intermittente si fanno 16 ore di digiuno e nelle restanti 8 ore si mangia, anche se ci sono diversi protocolli dove il digiuno è ancora più prolungato, come in questo STUDIO che cito) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19776143
Non c'è alcuna differenza tra i gruppi a digiuno/pasto nelle restanti 4 ore rispetto al gruppo con distribuzione dei pasti convenzionale riguardo all'argomento CATABOLISMO PROTEICO. 
STUDIO: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17413096 In questo addirittura si è avuto una maggior perdita di grasso e un aumento della massa magra (miglioramento della composizione corporea in pratica!)
Il mito dei 30gr ogni X tempo è un mito bello è buono, forse nato da http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19056590 dove 20gr s son dimostrati sufficienti per dare una risposta anabolica analoga ai 40 gr,. 
oppure da qua http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16779921 dove si misurano i vari tassi di assorbimento delle proteine; ma se leggete noterete che i metodi di assorbimento variano dall'infusione endovenosa all'ingestione orale passando per l' ingestione ileale...E' ovvio che i risultati son diversi, ma lo sono soprattutto le modalità di ingestione!!! 

Concludendo: mangiate quello che prevede la vostra dieta. Non succede niente se saltate un pasto o se siete costretti a farne uno più piccolo o più grande. Recupererete la quota proteica o mangerete una quota minore nei pasti successivi o il giorno dopo. 
Il corpo si adatta , non è stupido! e lo fa molto meglio di quello che si pensa o si crede!

A cura di Dapretto Riccardo PT

Passione per lo sport 

giovedì 15 gennaio 2015

Allenamento per l'ipertrofia con la tecnica EDT

In queste quattro settimane farai un piccolo richiamo di forza e ti insegnerò ad allenarti con l’EDT. In questo mesociclo ti farò allenare quattro volte alla settimana. Se però noti che è troppo impegnativo, o per motivi lavorativi non ce la fai, allenati su tre giorni, recuperando l’allenamento saltato nella settimana successiva. In questo caso protrai la scheda per cinque settimane.

Avrai due giorni di forza (giorno 1 e 3) e due giorni ipertrofici (giorno 2 e 4). Nei giorni di forza eseguirai due esercizi con un 3x3, ossia eseguirai 3 serie da 3 colpi, recuperando tra ogni serie 3 minuti. Gli esercizi successivi saranno eseguiti con un 3x8, con 1 minuto e 30 secondi di recupero.

Nei giorni ipertrofici ti mostrerò l’EDT e lo eseguirai, per iniziare, sulle braccia. L’EDT è il famoso allenamento del grande coach Charles Staley. EDT sta per Escalation Density Training. L’obiettivo è quello di rendere ogni seduta più densa di lavoro (cioè eseguire il maggior numero di ripetizioni nel tempo indicato).

Il metodo è molto duro e funziona incredibilmente per le braccia. Io stesso ho eseguito un lavoro sperimentale per la tesi di laurea, con il quale ho verificato che, nel giro di quattro settimane, tutti i soggetti testati hanno incrementato nettamente la circonferenza del bicipite a braccio contratto. Comunque nei giorni 2 e 4 dovrai fare questo: eseguire una coppia di esercizi in superserie (per esempio trazioni a presa inversa con dip) per un tempo di 15 minuti, con una pausa di recupero minima tra l’una e l’altra in tutte le serie. Cosa significa? Significa che alterni i due esercizi per 15 minuti. È soggettivo il tempo di recupero, cioè il tempo minimo per passare all’altro esercizio ed eseguire la serie, fino al completamento dei 15 minuti.

Nella versione base devi contare quante ripetizioni esegui, per ogni esercizio, in 15 minuti, in modo tale da migliorare, di volta in volta, questo numero. Per esempio potrebbe essere così l’andamento di un blocco:

Trazioni a presa inversa ripetizioni eseguite 5/5/5/5/5/5/5/4/4/4/4/3/3
Dip ripetizioni eseguite 5/5/5/5/5/5/4/4/4/4/3/3/2

 L’obiettivo dell’allenamento è quello di eseguire il maggior numero di ripetizioni nel tempo stabilito, aumentandolo di settimana in settimana. Se vedi che escono tutte serie da 5 ripetizioni, la settimana successiva aumenta di un 5-10% i carichi di lavoro. L’allenamento è ottimo per innalzare il metabolismo e costruire muscoli. L’allenamento è molto intenso e ti darà risultati veri!

Tra ogni blocco di esercizi in superserie recupera 5 minuti. Il carico che utilizzi è il tuo 10RM, cioè il carico con cui faresti 10 ripetizioni e poi ne fai solamente 5. Al termine dei due blocchi di 15 minuti eseguirai un esercizio di addominali.

Nell’ultima settimana, quella di scarico, esegui l’EDT per soli 10 minuti per blocco.

 

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