mercoledì 10 dicembre 2014

Celiachia e sport

La celiachia nello sportivo: nuovi protocolli per la gestione dell’atleta celiaco

La celiachia è una malattia cronica causata dall’intolleranza al cosiddetto“glutine”, una proteina contenuta in molti cereali e in sempre più alimenti raffinati che, oggi, la società del consumismo mette a disposizione massiccia di tutti.

Oggi la percentuale di popolazione mondiale che è informata sulla celiachia e del quadro clinico che la caratterizza come tutte le reazioni all’intolleranza al glutine è molto più elevata rispetto agli anni ’80, in cui furono diagnosticati i primi casi con metodi di laboratorio. Ciò è dovuto non solo ad un aumento del numero di casi, che sta crescendo sempre di più, ma anche ad un maggior numero di persone che effettua test di intolleranza al glutine, e ad una maggiore precisione nelle metodiche di laboratorio, e non per ultima una maggiore presa di coscienza di questa patologia nei paesi a regime industrializzato.

Nei soggetti intolleranti il glutine si ha una reazione tossica sulle cellule della parete intestinale del tenue, alterandone profondamente struttura e la sua intima funzionalità. Con più precisione nel corpo del soggetto intollerante al glutine si innesca una risposta immunitaria diretta contro componenti antigeniche presenti sulla proteina del glutine stesso, con una serie di gravi sintomi propri della celiachia.

Le reazioni principali del morbo celiaco sono, nella maggior parte dei casi, una drastica riduzione dell’assorbimento delle principi nutritivi dagli alimenti, e questa mal nutrizione soprattutto per cibi a basso potere nutritivo come molti oggi nelle società industriali può causare, nello sportivo, più che un fastidio una vera e propria doppia patologia: da un lato i sintomi classici di un morbo celiaco dall’altro una carenza nutritiva forte per il carico di rendimento sportivo che l’atleta dovrebbe sopperire e sopportare in allenamento.

E’ importante segnare che la celiachia si può manifestare nei bambini generalmente entro i due anni di età e negli adulti prediligendo il sesso femminile e con un picco di insorgenza tra i 30 ed i 40 anni.

I sintomi della celiachia più evidenti sono diarrea copiosa con scariche frequenti, spesso associata a dolori addominali e vomito, perdita di peso e rallentamento della crescita, per la mancanza di assorbimento di principi nutritivi importanti. Nei bambini i sintomi della celiachia sono più marcati e più importanti, così come nello sportivo. Negli adolescenti e negli adulti la sintomatologia da celiachia può manifestarsi in modo leggero, a volte con assenza di diarrea.

In questi soggetti l’attenzione va posta su scompensi ed anomalie metaboliche quali anemia da carenza di ferro, stanchezza cronica, afte, gonfiori a gambe e palpebre, disomogeneità nello smalto dei denti e piccoli sanguinamenti cutanei.

Negli ultimi anni la ricerca nella cura della celiachia ha fatto grossi passi in avanti e notizie incoraggianti arrivano dal campo della biotecnologia; secondo un lavoro pubblicato sul Journal of Immunology si è visto che i processi infiammatori causati dalla reazione al glutine, da parte dei linfociti intestinali, sono attenuati dalla produzione di una citochina ad azione antiinfiammatoria: l’interleuchina 10.

In un prossimo futuro questa molecola potrebbe essere inserita in cocktail terapeutici per una migliore gestione o risoluzione di casi anche in ambito sportivo.

Secondo un altro studio pubblicato su Chemestry and Biology, la scomposizione delle molecole allergeniche e proteine intolleranti le rende più digeribili e tollerabili; a tal proposito è stato sintetizzato un enzima che aiuta l’enzima deputato al catabolismo del glutine, rendendolo per l’appunto più digeribile e tollerante, senza tra l’altro alterarne le proprietà nutritive.

Per uno sportivo il morbo celiaco e i suoi sintomi diventano ancora più gravosi. Infatti, come è stato già accennato, si verifica un ridotto assorbimento di elementi importanti in allenamento e in sport agonistici, quali vitamine come acido folico e vit. B12 quali ferro, calcio, magnesio, cloro, inoltre le frequenti e copiose scariche diarroiche determinano disidratazione del soggetto e perdita ulteriore di altre importanti componenti nutritive integrative.

Molte vitamine e minerali entrano nella composizione di enzimi coinvolti nel metabolismo energetico, sia del bambino che dello sportivo, e costituiscono cofattori energetici importantissimi, come catalizzatori, che velocizzano le reazioni enzimatiche nei cicli energetici di Krebs e nelle corretti reazioni energetiche muscolari. In un soggetto che pratica sport queste deficienze vitaminiche e minerali vanno fortemente ad incidere sul rendimento nella prestazione sportiva, ma anche intellettiva come la concentrazione e il buon umore, che influenzano positivamente l’atteggiamento e la predisposizione al pensiero positivo e all’autostima di sé in gara.

I sintomi da celiachia sono amplificati soprattutto se si tratta di un atleta professionista o che pratichi agonismo in modo costante. Infatti il metabolismo energetico e la fase di costruzione di muscolo ex novo o di ripristino della massa muscolare perduta (durante le fasi cioè “anaboliche” e “cataboliche”), o anche la ricostruzione dell’impalcatura ossea, che sono stimolati in seguito ad uno sforzo muscolare e pressioni, necessitano di un apporto molto più elevato di vitamine e minerali funzionalmente disponibili.

Infine, non è da sottovalutare, la componente idratazione, visto che le frequenti scariche diarroiche determinano una ingente perdita di liquidi dal corpo; l’atleta ha bisogno di introdurre quantità di acqua decisamente più elevate rispetto ad un soggetto sedentario, per raffreddare i muscoli in contrazione, per conservare adeguati equilibri acido-base (importanti per una più efficiente attività degli enzimi coinvolti nel metabolismo energetico), e per tenere alto il rapporto massa muscolare costruita rispetto alla massa muscolare persa (poiché il muscolo è costituito in grosse percentuali di acqua).

In sintesi possiamo dire che per un atleta celiaco, all’obbligo di seguire un prontuario nella scelta degli alimenti, l’uso di coktail omeopatici nell’uso di farmaci antinfiammatori, idratazione corretta, e integrazione di elementi nutritivi importanti, si aggiunge la necessita di seguire un regime alimentare equilibrato ed eventualmente un’integrazione al fine di determinare un quadro fisiologico che sia funzionale ad un rendimento massimale sportivo.

In tal caso è importante diagnosticare bene il grado di patologia da morbo celiaco, schedulizzare tutti i sintomi se in area grave o leggera secondo una tabella swot, usare un BioTest di intolleranze alimentari come il thema 400 dei laboratori Daphne Lab, e seguire un protocollo di celiachia per sportivi come quello codificato dal dipartimento scientifico dei laboratori Daphne Lab che hanno messo appunto un diagramma funzionale di apporti graduali di elementi nutritivi su base ponderale e su base di oligoelementi, con dosi di interleuchine ed enzimi che permettano una migliore gestione delle fasi peggiorative dei sintomi da celiachia.